martedì 23 dicembre 2008

La duchessa

pubblicato da Eleonora Saracino in: festival prime visioni Festival Internazionale del Film di Roma 2008 Anteprima-Première

Keira KnightleyUna vita di scandali e di eccessi, un matrimonio infelice, l’impegno politico… Lady Georgiana Spencer, Duchessa di Devonshire, fu una donna molto potente dell’aristocrazia britannica divenendo un’icona dell’anticonformismo.

Recensione

Bella, colta, anticonformista e politicamente impegnata, Lady Georgiana Spencer (antenata di Lady Diana), Duchessa di Devonshire, fu una delle donne più carismatiche ed influenti del Settecento ma, oltre lo sfarzo dei salotti, la sua vita affettiva fu tutt’altro che invidiabile. Costretta ad un matrimonio senza amore, obbligata a vivere sotto lo stesso tetto con il consorte e la sua amante, destinata ad un amore clandestino con Charles Grey e tacciata, già da giovane sposa, di non essere in grado di generarare un erede maschio, l’affascinante dama visse un’esistenza davvero romanzesca e Saul Dibb ne fa, in questo film, un’eroina romantica seguendo tutti i clichè del genere.

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venerdì 21 novembre 2008

Galantuomini

pubblicato da Maurizio G. De Bonis in: festival prime visioni Festival Internazionale del Film di Roma 2008 Anteprima-Première

Primi anni novanta. L’escalation criminale della Sacra Corona Unita in Puglia è devastante. Le cosche si contendono il territorio e portano avanti una guerra di mafia sanguinaria. Carmine Za’ gestice i suoi affari dal Montenegro, delegando il controllo della sua zona a un boss donna: Lucia. Quest’ultima porterà avanti il suo lavoro con la dovuta ferocia fino a quando l’altro boss Barabba non tenterà di conquistare, riuscendoci, il suo territorio. Dopo una strage dalla quale esce viva, Lucia non trova altro di meglio da fare che rifugiarsi da Ignazio, suo amico di infanzia, ora magistrato antimafia.

Recensione
Non c’è operazione più pericolosa a livello cinematografico se non quella di intrecciare melodramma e mafia. Non tutti sono Coppola, non tutti hanno una dimensione autoriale così solida come quella del regista italo americano. Il pericolo più grande è quello di confondere le acque, di raccontare storie che non rispecchiano la realtà di luoghi devastati da un fenomeno che non guarda in faccia a nessuno, tanto meno all’amore e ai sentimenti. Galantuomini, l’ultima prova di Edoardo Winspeare presentata nella sezione Anteprima/Première del Festival di Roma, è in tal senso un’opera emblematica che si colloca, nel panorama filmico italiano, sul fronte opposto rispetto a quello idealmente occupato da Matteo Garrone. Gomorra, infatti, è aspro, tagliente, rigoroso, secco e duro, quanto Galantuomini è confuso, melodrammatico e prevedibile. Un abisso divide i due film. Nulla da obiettare sulla regia di Winspeare, dotato di autentico talento visuale, ma Galantuomini possiede una dimensione concettuale che è molto difficile poter accettare (a livello critico).

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giovedì 30 ottobre 2008

La Banda Baader Meinhof

pubblicato da Maurizio G. De Bonis in: festival prime visioni Festival Internazionale del Film di Roma 2008 Anteprima-Première

Negli anni settanta Ulrike Meinhof, Andreas Baader e Gudrun Ensslin fondano una cellula terroristica denominata: Banda Baader-Meinhoff. I giovani si scagliano contro le istituzioni tedesche accusate di essere complici dell’imperialismo americano. La banda si trasforma velocemente in un movimento politico/terroristico noto con la sigla RAF. Dopo numerose azioni violente, i capi della RAF saranno catturati dalla polizia tedesca e rinchiusi nel carcere di massima sicurezza di Stammheim, dove trovano la loro morte in un suicidio collettivo, le cui reali modalità non sono mai state chiarite.

Recensione
Mentre si discute ancora, in maniera grottesca, sul Sol dell’avvenire, Il Festival Internazionale del Film di Roma presenta nella sezione Anteprima-Premiere il film di Uli Edel: La banda Baader Meinhof. Situazione contraddittoria dunque: da una parte ci si vuole distanziare da un documentario che prende in esame la storia della nascita delle Brigate Rosse, dall’altra si propone in anteprima un film sulla RAF, organizzazione rivoluzionaria tedesca (sorella delle BR italiane) che fu al centro negli anni settanta di azioni terroristiche clamorose, anche in collaborazione con gruppi armati palestinesi. E per fortuna che nessuno si è sognato di creare problemi sul film tedesco, poiché si tratta di un’opera significativa che alza improvvisamente il livello di un festival partito malissimo.

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Pride and Glory Il prezzo dell'onore

pubblicato da Eleonora Saracino in: festival prime visioni Festival Internazionale del Film di Roma 2008 Anteprima-Première

Quattro agenti della polizia di New York vengono uccisi in un agguato. Il Dipartimento di Polizia mobilita tutte le sue forze e la famiglia del capo dei Detective di Manhattan, Francis Tierney Senior con i suoi due figli Ray, Francis e il genero Jimmy, sono particolarmente coinvolti nelle indagini. Ray scopre però che gli uomini della squadra di suo fratello non sono così onesti come sembrano e si troverà ad affrontare la dura prova di una scelta: la fedeltà alla famiglia o alla legge.

Recensione
Se l’onore ha un prezzo quanto si è disposti a pagare? Ray Tierney è un uomo fin troppo ferito nel corpo e nell’animo da un passato che lo ha costretto a mentire per obbedire ad un codice familiare che, ora, sta per metterlo con le spalle al muro. Gli insegnamenti paterni, improntati al dovere, al sacrificio e al servizio della legge, sembrano così perdere il loro significato se confrontati con una realtà che ha ben poco a che vedere con i suoi sogni da bambino e sulla carriera di poliziotto. Gavin O’Connor vuole affondare la macchina da presa nel tormento di un uomo e sta addosso - letteralmente - a questa famiglia che trascina, nei gesti e nelle parole, il pesante fardello di un’integrità tanto ipocrita quanto disonesta. Per questo mette in campo una serie di personalità al limite, uomini carichi di frustrazioni e rancori personali che sono sul punto di esplodere, troppo vicini ad una miccia fatta di voci a lungo soffocate e disparità affettive accresciute negli anni.

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domenica 26 ottobre 2008

Good

pubblicato da Eleonora Saracino in: festival prime visioni Festival Internazionale del Film di Roma 2008 Anteprima-Première

Germania. John Halder è un professore di letteratura. Grazie ad un suo romanzo riscuote le simpatie dei dirigenti del partito nazista e, incaricato di scrivere un saggio, gode ben presto dei privilegi concessi ai fedeli di Hitler. La sua nuova posizione cambierà completamente la sua vita e i suoi rapporti.

Recensione
“Il nazismo è crimine, assassino, sia negli ideali che nella prassi” nelle parole di Simon Wiesenthal c’è tutto il significato, barbaramente semplice, di quello che fu uno dei momenti più oscuri della storia dell’umanità. Una storia fatta di uomini che, con Hitler, non solo condivisero il folle piano di morte, ma contribuirono, direttamente o no, alla sua realizzazione. Il professor Halder fu uno di questi. Insegnante universitario e scrittore, dapprima timoroso e critico nei confronti del cambiamento politico che si iniziava a respirare in Germania, compagno d’armi e amico di un medico ebreo, padre di famiglia affettuoso e poco incline alle azioni d’impulso, si trasforma, a poco a poco, in un personaggio privilegiato ammesso nella cerchia dei fedelissimi del Führer. Grazie al suo romanzo in cui si dichiara favorevole all’eutanasia, Halder, entra nelle grazie delle alte sfere del Terzo Reich e la sua vita, privata e pubblica, si trasforma radicalmente.

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Parlez-moi de la pluie

pubblicato da Maurizio G. De Bonis in: festival prime visioni Festival Internazionale del Film di Roma 2008 Anteprima-Première

I tre protagonisti del filmAgatha è una scrittrice femminista di successo che ha deciso di buttarsi in politica. Dopo qualche tempo di assenza fa ritorno per un breve periodo nella casa del sud della Francia dove è cresciuta e dove vive la sorella, una donna stressata e frustrata: Florance. Agatha è tornata però perché un regista fallito, Michel, e Karim, il figlio magrebino della sua ex tata, hanno deciso di realizzare un documentario sulla sua figura. Il ritorno alla casa della fanciullezza scatenerà una crisi in Agatha che in seguito tornerà alla sua vita parigina con le idee un po’ più chiare.

Recensione

È possibile fare cinema in modo chiaro e intelligente? È possibile rispettare il pubblico ma anche la propria identità autoriale? Si può girare un film che tocca il cuore ma che spinge anche alla riflessione razionale? Certo che si può, e prova evidente di ciò sono i lungometraggi diretti da Agnes Jaoui, scritti in collaborazione con il compagno Jean- Pierre Bacri. Il duo Jaoui-Bacri è una macchina filmica che funziona ormai perfettamente da anni. I due sono anche interpeti delle loro opere e portano avanti il loro progetto cinematografico con energia e cristallina vivacità intellettuale.
Parlez-moi de la pluie è la loro ultima fatica artistica. Si tratta di una pellicola che, come di consueto, racconta la sofferenza umana con leggerezza, delicatezza e una vena ironica rara in un cinema contemporaneo spesso tronfio e vacuo.

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