Trailer, schede dei film e delle celebrità, ricche gallerie fotografiche, Top Ten per incassi, per pubblico e per critica.
Cinema.it è tutto nuovo, vieni a commentare l'ultimo film che hai visto!

lunedì 08 marzo 2010

Film che parlano di Poker

pubblicato da Roberto Pulito in: dossier attori classifiche drammatici commedie


Storie di cuori, picche, fiori e quadri. Storie di bari che diventano eroi, che raccontano di cocenti sconfitte, di colpi di fortuna e di sogni che rimangono sogni. Il controverso mondo del Poker è stato inquadrato diverse volte dall’industria cinematografica. Visitate il database di cinema.it e divertitevi a commentare tutti i film dove il mazzo di carte è la vera star.

Le regole del gioco - Lucky You (2006) : La storia di un dinosauro del poker che nella vita ha conquistato tutto, tranne suo figlio. Nonostante il cast di stelle (Drew Barrymore, Eric Bana e
Robert Duvall) la vera protagonista del film è la città del vizio.

Regalo di Natale (1986) : Pupi avati dirige la più amara delle sessioni a poker. Con la partita, si chiude infatti un ciclo di vita per tutti e cinque i protagonisti del film.

Continua a leggere: Film che parlano di Poker

mercoledì 03 febbraio 2010

Film che parlano di cucina

pubblicato da Roberto Pulito in: dossier attori classifiche commedie


Per l’ora di pranzo oggi serviamo in tavola 5 pellicole girate e rigirate tra i fornelli. Film ambientati nella cucina di un ristorante o in un laboratorio di pasticceria. Si tratta prevalentemente di “appetitose” commedie perché… mangiare dei golosi manicaretti mette di buon umore. Buon appetito!

Ratatouille (2007) : Capolavoro animato della Pixar che ruota intorno ad un topolino francese, appassionato di gastronomia, fermamente intenzionato a diventare un grande chef.

Chocolat (2000) : Nel villaggio di Lansquenet, in Francia,un giovane forestiera apre un peccaminoso negozio di cioccolata che risveglia gli appetiti repressi degli abitanti.

Continua a leggere: Film che parlano di cucina

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

martedì 19 gennaio 2010

Film sul calcio

pubblicato da Roberto Pulito in: dossier attori registi documentari classifiche


Il gioco del calcio è incredibilmente popolare ma, stranamente, non sono poi molte le pellicole che lo celebrano. Certi film inquadrano solo una partita speciale, altri raccontano prevalentemente i retroscena negli spogliatoi. Le prodezze di un giocatore. La vita di un allenatore. Lo spirito di squadra. Nella lista qui sotto abbiamo comunque provato ad elencare una manciata di titoli particolari. Per una domenica nel pallone insieme a cinema.it.

1) Fuga per la vittoria (1981) : John Huston arbitra una partita “vitale” tra nazisti e prigioneri con Sylvester Stallone in porta e Pelè in attacco, insieme a Bobby Moore e Ardiles.

2) Goal! (2005) : Santiago vive in un quartiere povero ma è un asso nel pallone. Piacevole favola, prodotta dalla Disney, che racconta il sogno di diventare un calciatore professionista.

Continua a leggere: Film sul calcio

giovedì 10 dicembre 2009

Top 5: Le auto dei cinepanettoni

pubblicato da Roberto Pulito in: varie dossier attori star commedie

Dario Montrone, blogger di Autoblog ci aiuta a stilare una classifica con le automobili usate nelle commedie italiane stile Vanzina, da Vacanze di Natale a Yuppies. Auto sportive americane usate per dare un tocco “cool” al tutto o semplicissime utilitarie italiane, oggetto di un vero e proprio “spot” inserito all’interno della pellicola. Ovviamente, siete invitati a segnare altre vetture particolari avvistate in questo tipo di commedie, nei commenti di cinema.it

1) Vacanze di Natale ‘90 (1990): alla guida di una Lancia Delta HF Integrale color rosso fiammante, la bionda ed elegante Eliette raggiunge un albergo lussuoso di Saint Moritz in compagnia del fidanzato Nick, un ex ristoratore squattrinato divenuto poi miliardario grazie ad una puntata alle corse dei cavalli, interpretato da Diego Abatantuono.

Continua a leggere: Top 5: Le auto dei cinepanettoni

mercoledì 31 dicembre 2008

Cinema.it chiude

pubblicato da Cinema.it in: varie bit generation cinema e libri dossier dvd festival intersezioni interviste link news onde sonore prime visioni vhs attori star trailer registi coccodrilli anteprime documentari

«Questi Grandi spesso si reputano troppo grandi, scontano la consapevolezza del senso della propria importanza e della forma in cui debbono rapportarsi con il mondo e con se stessi. Forse all’inizio presero ad autocelebrarsi, senza trarne motivo di buon umore e, avendo potuto impratichirsi nell’imperio sui poveretti ed essendosi abituati a impartire ordini a breve respiro, eccoli arrivare in quattro e quattro otto, e con una scioltezza di pensiero che potremmo definire un’elegante decisione, a compiere un misfatto.»

Ecco l’articolo più difficile e allo stesso tempo più facile, perché il suo contenuto è riassumibile, un po’ brutalmente ma senza che ne vada smarrita neanche una sfumatura, in due parole: cinema.it ha chiuso. Dal 31 dicembre 2008 il contratto che lega a Dada la nostra società Cinemotion, responsabile dei contenuti del dominio cinema.it fino dal 1996, è giunto a scadenza e non è stato rinnovato. L’interruzione del rapporto editoriale è il frutto di una precisa scelta gestionale, dettata da un’adesione incondizionata del proprietario del sito, la società per azioni Dada, alla filosofia del cosiddetto nano-publishing. Dada è una società quotata al nuovo mercato che nel 2008 ha registrato ricavi stimati intorno ai 170 milioni di euro.

Eccoci dunque al momento del commiato, per il quale abbiamo scelto alcune parole dello scrittore Robert Walser che ci sembrano particolarmente indicate per prendere congedo dai nostri lettori. Se non altro perché, anche se scritte quasi un secolo fa, alludono ad atteggiamenti che sono la moneta corrente di certa mentalità tecnocrate imperante nel meraviglioso mondo del web. Meraviglioso soprattutto per chi ne ha ricavato e continua a ricavarne sostanziosi profitti.

Il presupposto di questa scelta è, evidentemente, molto semplice: nel momento in cui l’informazione si scinde dalla cultura non c’è più alcuno spazio per la critica cinematografica. Non è più un genere giornalistico di richiamo; i suoi praticanti sono considerati ormai già da tempo gli ultimi esponenti di un mondo in via di estinzione. I critici non vengono più nemmeno rimpiazzati, man mano che se ne vanno, dai più prestigiosi quotidiani. La logica è fin troppo chiara: dal momento che a nessuno è negato il diritto di parlare di cinema, perché mai dovrebbero esserci dei professionisti per farlo? Come ci ha insegnato l’ideologia televisiva dell’opinionista, si può tranquillamente esprimere un’opinione su tutto senza avere un’idea su niente.

Che ne sarà dunque di questo sito, nato e cresciuto come spazio di critica cinematografica? Non spetta a noi dirlo, né tantomeno deciderlo, perché non saremo più noi a farlo. Forse diventerà qualcos’altro, forse si trasformerà in un aggregatore di notizie sul cinema, forse in niente. Quello che è certo è che non sarà più quello che è stato da dodici anni a questa parte: il frutto del lavoro di un gruppo di giornalisti animato dal desiderio di coniugare critica, informazione e cultura attraverso strumenti semplici ma essenziali come la passione, la professionalità e l’indipendenza. Strumenti che ci hanno consentito, con la costanza di tante piccole formiche, di accumulare in questi anni migliaia di recensioni, interviste, notizie, resoconti giornalieri dai più importanti festival.

Tutto questo non interessa più. Lo avevamo capito alcuni mesi fa, quando abbiamo dovuto subire passivamente e del tutto inascoltati il trasferimento sulla piattaforma di blogo, non accompagnato da un immediato reindirizzamento, con successivo e conseguente snaturamento del sito, demolizione della newsletter, cancellazione della nostra memoria storica.

Le nuove idee di crescita che animano oggi gli operatori del web vanno in un’altra direzione. Spazio, allora, al nano-publishing, alle raccomandazioni al pubblico, agli aggregatori di notizie. Anche il web si è scoperto post-umano. Ne avevamo avuto sentore dodici anni fa, quando avevamo scelto di chiamarci HalCinema, anche se all’epoca ci eravamo immaginati un epilogo diverso.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

venerdì 07 novembre 2008

Intervista a Daniel Craig

pubblicato da Marco Spagnoli in: interviste attori star

Marc Forster è un cineasta dalla grandissima forza e dall’enorme coraggio. Un regista capace di fare film diversissimi tra loro come Monster’s Balls e Il cacciatore di aquiloni. Il nostro legame nasce dall’essere dei grandi fans del cinema. Farei qualsiasi personaggio con lui.” Daniel Craig racconta così il suo rapporto con il regista di Neverland e Vero come la finzione, il primo ad avere un piglio autoriale nel portare sullo schermo un’avventura di 007, la ventiduesima della storia del cinema.

Forster dice che lei è il Bond più vicino a quello dei romanzi di Ian Fleming…
Lo 007 dei romanzi è un’espressione degli anni Cinquanta. Ha troppi difetti che non ha senso trasferire su un uomo di oggi. Avrebbe avuto qualcosa di anacronistico portare quel personaggio di nuovo in scena, mentre io ho preferito andare al suo cuore e Marc è stato vicino a me in questo processo.

Continua a leggere: Intervista a Daniel Craig

martedì 14 ottobre 2008

La scomparsa di Guillaume Depardieu

pubblicato da Silvia Nugara in: attori coccodrilli

guillaume depardieu È scomparso Guillaume Depardieu, 37 anni. Un ritorno urgente dal set di L’enfance d’Icare in Romania verso la Francia, il ricovero in ospedale a Garches, non lontano da Parigi e poi la morte nel pomeriggio di ieri, 13 ottobre, per una polmonite che era conseguenza del virus che lo aveva costretto al ricovero. Figlio di Gérard Depardieu e di Elisabeth Guignot, aveva sempre vissuto come un tormento il rapporto con il padre con cui tra l’altro recitò infante in Il difetto di essere moglie (1974) di Claude Goretta, in Tutte le mattine del mondo (1990) e più recentemente nella serie tv I miserabili (2000) che lo vedeva nel ruolo di Jean Valjean da giovane e in Aime ton père (2002). Alcool, droga e corse in moto gli erano valsi un’immagine in bilico tra enfant gâté e poeta maledetto che lo rendeva inviso a molti, dubbiosi sulle sue reali qualità artistiche.
Premiato come migliore promessa maschile del cinema francese nel 1995 per il film Les Apprentis, l’attore è stato consacrato dal ruolo di protagonista in Pola X (1999) di Léo Carax. Nell’ottobre del 1995 Guillaume Depardieu era rimasto vittima di un incidente in moto, ed era quindi stato ricoverato nell’ospedale in cui in seguito ha contratto un virus costatogli sette anni di sofferenze e di cause legali: nel 2003, la decisione di farsi amputare la gamba destra sotto il ginocchio.

Continua a leggere: La scomparsa di Guillaume Depardieu

venerdì 10 ottobre 2008

Raoul Bova contro la pena di morte

pubblicato da Emanuele Bigi in: news attori

“Chiunque per suo conto o in nome di una legge, uccide, deve saper che ascolterà il grido del sangue versato fino all’ultimo battito e respiro. Ci potrà dormire, prosperare e pretendere di non sentire, si potrà imbottire di chiasso l’udito, ma il grido di quel sangue l’aspetta dietro ogni silenzio”. È parte dello scritto di Erri De Luca che accompagna le immagini finali del cortometraggio di Gianluca Petrazzi 15 Seconds, prodotto e interpretato da Raoul Bova. Uno strumento semplice per cercare di attutire quel grido, “uno strumento che possa arrivare ai giovani per far capire che stiamo combattendo una battaglia importante”, afferma l’attore. Il progetto è patrocinato dal Parlamento europeo, dal presidente della Repubblica, dai ministeri degli Affari Esteri, della Giustizia, dell’Università e della Ricerca. “Pochi giorni fa siamo stati in Parlamento europeo, noi italiani siamo i più attivi nei confronti di questo problema così delicato e una volta che siamo primi in qualcosa è giusto continuare sulla strada tracciata”. La strada ha portato a fine 2007 all’assemblea dell’ONU sulla Moratoria contro la pena di morte nel mondo, e il portabandiera era l’Italia. “È da tempo che volevo fare qualcosa di concreto per questa lotta – spiega l’attore – molti parlano senza concludere nulla. Il modo migliore di intervenire era attraverso il mio lavoro. Un giorno il regista Gianluca Petrazzi mi ha parlato di questo cortometraggio, era quello che mi aspettavo. Ho investito dei soldi, all’inizio si erano fatti avanti degli sponsor, poi però si sono defilati”.

Continua a leggere: Raoul Bova contro la pena di morte

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

giovedì 09 ottobre 2008

Uragano Kathryn. Intervista a Jeremy Renner, Anthony Mackie e Brian Geraghty

pubblicato da Marco Spagnoli in: festival interviste attori Venezia 65 - 2008

Una scena di The Hurt Locker
“La forza di questo film sta soprattutto nella regista e nella sceneggiatura: nessuno di noi tre si è sforzato particolarmente di recitare. Ci siamo trovati in una situazione complessa tra sole, caldo e altre difficoltà e abbiamo fatto tutti quanti del nostro meglio. Ci siamo preparati molto dal punto di vista tecnico e la cosa più importante era stabilire tra noi un rapporto di grande fiducia.” Così l’attore Jeremy Renner racconta la sua esperienza in The Hurt Locker, film in concorso diretto da Kathryn Bigelow che si è abbattuto sul Lido con tutta la sua potenza visiva e la sua forza visionaria. Una pellicola dal solido impianto cinematografico che mette in scena il drammatico e terribile lavoro di una squadra di artificieri dell’esercito degli Stati Uniti nell’Iraq di oggi. “Mentre giravamo pensavamo a film come Full Metal Jacket, Vittime di Guerra e Apocalypse Now!, pellicole dove è il lavoro di squadra dei soldati al centro della macchina da presa.” Aggiunge Brian Geraghty.

Continua a leggere: Uragano Kathryn. Intervista a Jeremy Renner, Anthony Mackie e Brian Geraghty

lunedì 29 settembre 2008

Meryl Streep: "mamma mia" che gioia!

pubblicato da Marco Spagnoli in: interviste attori star

Meryl Streep
Mammia Mia! ha rappresentato per me una grandissima sfida, ma – al tempo stesso – tale impegno è un qualcosa che non ho avvertito ‘molto’. Per me è stato soprattutto una gioia.” Meryl Streep parla in termini più che entusiastici del film ispirato al musical di Broadway che la vede cantare e ballare come protagonista di una commedia degli equivoci brillante ed estremamente divertente. Un film in cui l’attrice americana porta sullo schermo una madre, il giorno della vigilia delle nozze di sua figlia. La donna, infatti, non sa che la ragazza ha inviato una lettera di invito a ciascuno dei suoi possibili padri, i cui nomi sono stati ricavati dal suo diario di diciotto anni prima. “Quasi non credevo che, arrivati a questo punto della mia carriera, qualcuno mi chiedesse di recitare in un personaggio così” - continua Meryl Streep che rivedremo presto in Doubt dove interpreta la madre superiora di una scuola media di New York in contrasto con un sacerdote portato sullo schermo da Philip Seymour Hoffman. “Non mi sarei mai aspettata di vedermi offrire un ruolo dove canto e ballo intorno a tre uomini tanto affascinanti. Sono stata davvero molto contenta”.

Continua a leggere: Meryl Streep: "mamma mia" che gioia!