mercoledì 31 dicembre 2008

Cinema.it chiude

pubblicato da Cinema.it in: varie bit generation cinema e libri dossier dvd festival intersezioni interviste link news onde sonore prime visioni vhs attori star trailer registi coccodrilli anteprime documentari

«Questi Grandi spesso si reputano troppo grandi, scontano la consapevolezza del senso della propria importanza e della forma in cui debbono rapportarsi con il mondo e con se stessi. Forse all’inizio presero ad autocelebrarsi, senza trarne motivo di buon umore e, avendo potuto impratichirsi nell’imperio sui poveretti ed essendosi abituati a impartire ordini a breve respiro, eccoli arrivare in quattro e quattro otto, e con una scioltezza di pensiero che potremmo definire un’elegante decisione, a compiere un misfatto.»

Ecco l’articolo più difficile e allo stesso tempo più facile, perché il suo contenuto è riassumibile, un po’ brutalmente ma senza che ne vada smarrita neanche una sfumatura, in due parole: cinema.it ha chiuso. Dal 31 dicembre 2008 il contratto che lega a Dada la nostra società Cinemotion, responsabile dei contenuti del dominio cinema.it fino dal 1996, è giunto a scadenza e non è stato rinnovato. L’interruzione del rapporto editoriale è il frutto di una precisa scelta gestionale, dettata da un’adesione incondizionata del proprietario del sito, la società per azioni Dada, alla filosofia del cosiddetto nano-publishing. Dada è una società quotata al nuovo mercato che nel 2008 ha registrato ricavi stimati intorno ai 170 milioni di euro.

Eccoci dunque al momento del commiato, per il quale abbiamo scelto alcune parole dello scrittore Robert Walser che ci sembrano particolarmente indicate per prendere congedo dai nostri lettori. Se non altro perché, anche se scritte quasi un secolo fa, alludono ad atteggiamenti che sono la moneta corrente di certa mentalità tecnocrate imperante nel meraviglioso mondo del web. Meraviglioso soprattutto per chi ne ha ricavato e continua a ricavarne sostanziosi profitti.

Il presupposto di questa scelta è, evidentemente, molto semplice: nel momento in cui l’informazione si scinde dalla cultura non c’è più alcuno spazio per la critica cinematografica. Non è più un genere giornalistico di richiamo; i suoi praticanti sono considerati ormai già da tempo gli ultimi esponenti di un mondo in via di estinzione. I critici non vengono più nemmeno rimpiazzati, man mano che se ne vanno, dai più prestigiosi quotidiani. La logica è fin troppo chiara: dal momento che a nessuno è negato il diritto di parlare di cinema, perché mai dovrebbero esserci dei professionisti per farlo? Come ci ha insegnato l’ideologia televisiva dell’opinionista, si può tranquillamente esprimere un’opinione su tutto senza avere un’idea su niente.

Che ne sarà dunque di questo sito, nato e cresciuto come spazio di critica cinematografica? Non spetta a noi dirlo, né tantomeno deciderlo, perché non saremo più noi a farlo. Forse diventerà qualcos’altro, forse si trasformerà in un aggregatore di notizie sul cinema, forse in niente. Quello che è certo è che non sarà più quello che è stato da dodici anni a questa parte: il frutto del lavoro di un gruppo di giornalisti animato dal desiderio di coniugare critica, informazione e cultura attraverso strumenti semplici ma essenziali come la passione, la professionalità e l’indipendenza. Strumenti che ci hanno consentito, con la costanza di tante piccole formiche, di accumulare in questi anni migliaia di recensioni, interviste, notizie, resoconti giornalieri dai più importanti festival.

Tutto questo non interessa più. Lo avevamo capito alcuni mesi fa, quando abbiamo dovuto subire passivamente e del tutto inascoltati il trasferimento sulla piattaforma di blogo, non accompagnato da un immediato reindirizzamento, con successivo e conseguente snaturamento del sito, demolizione della newsletter, cancellazione della nostra memoria storica.

Le nuove idee di crescita che animano oggi gli operatori del web vanno in un’altra direzione. Spazio, allora, al nano-publishing, alle raccomandazioni al pubblico, agli aggregatori di notizie. Anche il web si è scoperto post-umano. Ne avevamo avuto sentore dodici anni fa, quando avevamo scelto di chiamarci HalCinema, anche se all’epoca ci eravamo immaginati un epilogo diverso.

domenica 12 ottobre 2008

Da Moore a Torno subito: la politica del download

pubblicato da Federico Ferrone in: link news prime visioni

Forse è vero che fare cinema, come disse (secondo la leggenda) Marcello Mastroianni a un gruppo di giovani cineasti che gli chiedevano un cameo “gratuito” per un piccolo film, non è mica obbligatorio. Se ne potrebbe discutere ma non è della stessa opinione il gruppo di tecnici, autori e attori, capitanato dal regista e sceneggiatore Simone Damiani, all’origine di Torno subito, autoproclamatosi (probabilmente a ragione) “il primo film italiano da scaricare gratis in alta definizione”. Il film è infatti visibile liberamente in streaming oppure scaricabile in HD o SD (la definizione standard dei dvd) dal sito del film, e si affida al passaparola della rete per farsi conoscere.

Curioso che proprio in questi giorni Michael Moore, desideroso di portare il proprio sostegno a Barack Obama, abbia concesso ai cittadini nordamericani (gli altri possono comunque recuperarlo su eMule) di scaricare gratuitamente il suo ultimo film, Slacker Uprising, che documenta la “tournée” dell’autore in varie città americane prima delle elezioni del 2004. Sorvoliamo sui risultati elettorali del precedente Fahrenheit 9/11, presentato prima della rielezione di Bush jr. e secondo alcuni più nocivo che utile causa del candidato democratico John Kerry.

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mercoledì 16 luglio 2008

La mappa del festival: tutto il Lido in un click

pubblicato da Claudio Panella in: festival link Venezia 65 - 2008

mostra del cinema di veneziaAspettando il programma della prossima Mostra d’arte cinematografica di Venezia, le cui coordinate saranno svelate nella conferenza stampa del 29 luglio, potete visualizzare a questo indirizzo la mappa satellitare completa del Lido di Venezia con tutti i luoghi più importanti della Mostra. Quelli di “italymap” hanno pensato bene di far conoscere in questo modo i loro servizi cartografici mettendo a disposizione dei naviganti uno strumento sicuramente utile per preparare e “visualizzare” la prossima trasferta festivaliera. La mappa è infatti interattiva, e potrà includere eventuali luoghi topici a oggi mancanti su segnalazione degli utenti interessati. La squadra di Cinema.it ha già programmato il suo sbarco al Lido, ma l’indirizzo della nostra casa-base per ora non ve lo diciamo… Tornando al programma, sono ormai molte le anticipazioni che lasciano intravedere un festival all’altezza delle consuete aspettative.

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martedì 01 luglio 2008

12 (buone ragioni per andare al cinema)

pubblicato da Leonardo Tosi in: link

Esiste il cinema bello e il “bel cinema”… Il bel cinema è quello fatto di grandi attori e grandi paesaggi - paesaggi esterni sconfinati o paesaggi profondi dell’anima – di macchine da presa poste nel punto giusto e sguardi che svelano il mondo. E’ il cinema del grande respiro, quello che non ha bisogno di virtuosismi o tempi iper-reali, che non mette alla prova la pazienza dello spettatore “comune” ma riempie il tempo delle immagini in movimento di significato, di sentimenti, della bellezza dei volti e degli spazi.

E’ per questo che 12 è un film da non perdere, perché opera di un grande artista contemporaneo, Nikita Mikhalkov, che, dopo qualche giro a vuoto (da dimenticare il recente Barbiere di Siberia) torna in grande forma prendendo a pretesto un pezzo di storia del cinema girato da Sidney Lumet (il film è il remake di La parola ai giurati, 1957) per tracciare un grande affresco della Russia contemporanea (come non sarebbero in grado di farlo i migliori manuali di storia) raccontata attraverso le piccole storie dei 12 giurati che si confrontano sul giudizio di un giovane ceceno accusato dell’omicidio del padre (vedi il press book).

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martedì 17 giugno 2008

Cose che abbiamo perduto nel fuoco

pubblicato da Leonardo Tosi in: link


Cosa succede quando divampa un incendio che sembra distruggere tutte le nostre cose? Cosa resta quando una morte inaspettata porta via una persona cara? Cosa succede se tutto quello che si è costruito nell’amore sprofonda improvvisamente nel nulla?

Nel suo ultimo film Susanne Bier (tra i lavori della regista danese: Dopo il matrimonio, Non desiderare la donna d’altri) rivolge lo sguardo sui meccanismi di sopravvivenza di fronte alla morte. Con il suo stile realistico e nervoso scava nel dolore e punta la cinepresa sugli occhi, sulle mani, sui gesti e riesce a farlo senza la minima enfasi, senza sentimentalismo, senza romanticismo, un po’ come voleva il Dogma-manifesto che ha ispirato alcuni suoi film, come Open Hearts (e nonostante si tratti del primo film made in USA girato con cast stellare dalla Bier).

Halle Berry e Benicio Del Toro offrono due interpretazioni splendide nella loro voluta naturalezza, nel loro riuscire a non recitare, a tenere la narrazione asciutta e non concedere niente alle tentazioni della commozione.

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Il primo libro italiano dedicato alla tecnica del Machinima

pubblicato da Fabrizio Tropeano in: bit generation link

Il cinema è sempre stato un sogno nel cassetto? Beh, è arrivato il momento di realizzarlo! Per chi ha sempre desiderato girare un film, ma si è trovato davanti numerosi ostacoli legati alle difficoltà e ai costi di realizzazione, Machinima, il nuovo libro di Riccardo Meggiato è la soluzione! Edito da Apogeo, è il primo libro dedicato al machinima, abbreviazione di “machine cinema” o di “machine animation”, una nuova tecnica di film-making che utilizza l’ambiente 3D virtuale dei videogiochi per produrre filmati e animazioni.

Sempre più spesso il cinema trae ispirazione dai videogiochi e viceversa. In questo caso, però, non si tratta di uno spunto per la trama. Grazie al machinima, infatti, è possibile utilizzare e modificare il motore grafico dei videogiochi più famosi per creare i set, i protagonisti e i costumi del proprio film.

Anziché spendere soldi in attrezzature e software costosi, o perdere mesi lavorando in 3D con i software canonici per l’animazione tridimensionale, con questa metodologia di lavoro è possibile realizzare veri film completi che non hanno nulla da invidiare alle grandi produzioni hollywoodiane. Anzi, sempre più spesso i registi del grande schermo utilizzano il machinima; anche per realizzare i previz, simulando le scene più pericolose.

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martedì 03 giugno 2008

Andreotti SuperStar

pubblicato da Leonardo Tosi in: link

Dopo aver visto questo film mi sono fatto molte domande. Bizzarro e raccapricciante il personaggio messo in scena da Sorrentino, meritatissimo il premio riconosciuto dalla Giuria di Cannes per un film potente e cupo, gotico e sinistro, che propone uno sguardo “non italiano” (nel senso di uno stile cinematografico e uno sguardo dal respiro europeo, lontani mille miglia dallo pseudo-realismo di provincia che ha caratterizzato le decine di film italiani degli ultimi anni) su un pezzo di storia italiana.

Sgombriamo subito il campo: a mio parere di Andreotti il personaggio non ha niente o quasi, o meglio (per dirla con Escobar) “ci somiglia solo per allusioni: gli orecchi che paiono schiacciati da un cappello troppo a lungo tenuto in testa, per esempio, o le labbra ostinatamente serrate”. E’ comprensibile dunque il commento di Andreotti che non ha gradito più di un aspetto del film (“…la mia corrente, per esempio – commentò il senatore alla proiezione – beh non era un giardino zoologico come la rappresenta il film. C’erano le invidie, gli scontri, gli scavalchi, la carriera, ma questa è la politica”).

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domenica 25 maggio 2008

I blog di Chuck Norris

pubblicato da Leonardo Tosi in: link attori

Maestro di arti marziali (ne ha anche fondata una nuova chiamata “Chun Kuk Do”), attore di film d’azione, Chuck Norris è stato il precursore dei nuovi macho-eroi Segal e Van Damme. Quando uscirono i suoi film della serie “Braddock–Rombo di Tuono” (tre episodi cinematografici dal 1984 al 1985) fu considerato la risposta bionda a Rambo-Stallone e Schwarzenegger-Terminator, anche lui eroe militare, solo contro tutti con mitragliatrici e cartucciere a tracolla.

Poi i tempi sono cambiati, Rambi e Terminators sono passati di moda e sono arrivati nuovi eroi. Così il buon Chuck si è dedicato anima e corpo alle amate arti marziali abbandonando il grande schermo (eccezione fatta per alcune sporadiche apparizioni in film di scarso successo).

Da un film interpretato nel 1993 nasce invece un personaggio che farà la fortuna della seconda vita del biondo attore americano: Walker Texas Ranger. L’impavido ranger diventa infatti ben presto un popolarissimo eroe del piccolo schermo dando vita ad una delle serie TV più gettonate dei primi anni del 2000. La serie arriva in Italia con ritardo sulle prime edizioni made in USA e così anche il successo italiano avviene a… scoppio ritardato. Fatto sta che Mediaset sposta la serie TV da Rete 4 a Italia 1 in un crescendo di ascolti.

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domenica 23 maggio 2004

Dalì in digitale - Un percorso in rete alla scoperta dei migliori siti sul pittore spagnolo

pubblicato da Leonardo Tosi in: link

dali-in-digitale-un-percorso-in-rete-alla-scoperta-dei-migliori-siti-sul-pittore-spagnolo

Bytes e Surrealismo…chissà cosa avrebbero pensato di Internet Breton e compagni se avessero avuto a disposizione la Rete ai tempi della pubblicazione del primo manifesto Surrealista. Probabilmente lo avrebbero considerato un mezzo del tutto rispondente alla weltanschauung del movimento, vista la possibilità di combinare immagini e parole, visioni e pensieri, in modo non lineare, ipertestuale, multimediale, interattivo…insomma un mezzo perfetto per esaltare il libero accostamento, i percorsi dell'inconscio, il collegamento tra immagini prese da contesti totalmente diversi:  “link” sarebbe potuto diventare la traduzione digitale di “libero accostamento”.

Se Internet non ha potuto essere il veicolo di una rivoluzione surrealista del pensiero e della cultura, sicuramente oggi la Rete mette a disposizione un archivio sterminato di risorse digitali sul movimento Surrealista e in particolare su Salvador Dalì che ne è stato l’esponente più geniale, eccentrico e conosciuto.

Pensando a concetti come “alta definizione dell’immagine” o “colori a 24 bit”, verrebbero subito in mente i dipinti di Dalì che, per perfezione tecnica e stilistica, sembrano generati da una sorta di software umano onirico di fotoritocco.

Le risorse in Rete su Salvador Dalì non si limitano alla vasta gamma di riproduzioni digitali delle sue opere pittoriche e ai gadget da esse elaborati (screensaver, sfondi per il desktop, cartoline digitali, skin per personalizzare il PC…), ma si estendono anche al rapporto tra il pittore spagnolo e il cinema. In particolare sono disponibili in rete preziose risorse relative alla sua collaborazione con Luis Buñuel per i film Un chien andalou (1929) e L'âge d'or (1930): sceneggiatura e videoclip sono da non perdere!

giovedì 01 gennaio 1970

British Renaissance - Il cinema inglese all'inizio del terzo millennio

pubblicato da Leonardo Tosi in: link

british-renaissance-il-cinema-inglese-allinizio-del-terzo-millennio

Nel lontano 1956 due cineasti "arrabbiati" portavano alla ribalta un documento destinato a segnare profondamente il cinema inglese a venire. Si trattava del manifesto del "free cinema" e i due autori erano Lindsay Anderson e Karel Reisz. All'inizio il free cinema si era concentrato sul documentario ma dopo poco era approdato ai film di finzione dando vita ad un nutrito gruppo di registi e attori che si imposero ben presto sullo scenario cinematografico europeo.

Il vento nuovo del free cinema venne ben presto accostato alla nouvelle vague francese e al nuovo cinema tedesco con i quali condivideva una nuova visione moderna e autoriale del cinema, connotandosi tuttavia per l'impegno civile e per i contenuti di denuncia sociale. Da allora i tempi sono cambiati ma il free cinema ha lasciato una traccia profonda sui figli e i nipotini di quella generazione, contribuendo a sviluppare un filone, impegnato e "arrabbiato", del cinema britannico che si contrappone a quello "aristocratico" che da sempre rappresenta il volto più conservatore del cinema di sua maestà.

Se oggi la cinematografia inglese è tra le poche a opporre resistenza all'ondata dei talentuosi cineasti venuti dall'oriente, il merito è soprattutto loro, dai vari Ken Loach, Mike Leigh, Stephen Frears, Michael Winterbottom… Sono questi autori i protagonisti degli ultimi festival d'arte cinematografica con le loro opere della maturità. La rabbia di una volta si è sciolta in ironia graffiante e l'approccio documentaristico dei primi lavori si è tramutato in un uno stile cinematografico in cui ai virtuosismi della macchina da presa si preferisce spesso la fermezza di uno sguardo che si sofferma sul malessere sociale ed interiore degli emarginati e sulle ipocrisie della società.

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