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martedì 19 gennaio 2010

Film sul calcio

pubblicato da Roberto Pulito in: dossier attori registi documentari classifiche


Il gioco del calcio è incredibilmente popolare ma, stranamente, non sono poi molte le pellicole che lo celebrano. Certi film inquadrano solo una partita speciale, altri raccontano prevalentemente i retroscena negli spogliatoi. Le prodezze di un giocatore. La vita di un allenatore. Lo spirito di squadra. Nella lista qui sotto abbiamo comunque provato ad elencare una manciata di titoli particolari. Per una domenica nel pallone insieme a cinema.it.

1) Fuga per la vittoria (1981) : John Huston arbitra una partita “vitale” tra nazisti e prigioneri con Sylvester Stallone in porta e Pelè in attacco, insieme a Bobby Moore e Ardiles.

2) Goal! (2005) : Santiago vive in un quartiere povero ma è un asso nel pallone. Piacevole favola, prodotta dalla Disney, che racconta il sogno di diventare un calciatore professionista.

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mercoledì 31 dicembre 2008

Cinema.it chiude

pubblicato da Cinema.it in: varie bit generation cinema e libri dossier dvd festival intersezioni interviste link news onde sonore prime visioni vhs attori star trailer registi coccodrilli anteprime documentari

«Questi Grandi spesso si reputano troppo grandi, scontano la consapevolezza del senso della propria importanza e della forma in cui debbono rapportarsi con il mondo e con se stessi. Forse all’inizio presero ad autocelebrarsi, senza trarne motivo di buon umore e, avendo potuto impratichirsi nell’imperio sui poveretti ed essendosi abituati a impartire ordini a breve respiro, eccoli arrivare in quattro e quattro otto, e con una scioltezza di pensiero che potremmo definire un’elegante decisione, a compiere un misfatto.»

Ecco l’articolo più difficile e allo stesso tempo più facile, perché il suo contenuto è riassumibile, un po’ brutalmente ma senza che ne vada smarrita neanche una sfumatura, in due parole: cinema.it ha chiuso. Dal 31 dicembre 2008 il contratto che lega a Dada la nostra società Cinemotion, responsabile dei contenuti del dominio cinema.it fino dal 1996, è giunto a scadenza e non è stato rinnovato. L’interruzione del rapporto editoriale è il frutto di una precisa scelta gestionale, dettata da un’adesione incondizionata del proprietario del sito, la società per azioni Dada, alla filosofia del cosiddetto nano-publishing. Dada è una società quotata al nuovo mercato che nel 2008 ha registrato ricavi stimati intorno ai 170 milioni di euro.

Eccoci dunque al momento del commiato, per il quale abbiamo scelto alcune parole dello scrittore Robert Walser che ci sembrano particolarmente indicate per prendere congedo dai nostri lettori. Se non altro perché, anche se scritte quasi un secolo fa, alludono ad atteggiamenti che sono la moneta corrente di certa mentalità tecnocrate imperante nel meraviglioso mondo del web. Meraviglioso soprattutto per chi ne ha ricavato e continua a ricavarne sostanziosi profitti.

Il presupposto di questa scelta è, evidentemente, molto semplice: nel momento in cui l’informazione si scinde dalla cultura non c’è più alcuno spazio per la critica cinematografica. Non è più un genere giornalistico di richiamo; i suoi praticanti sono considerati ormai già da tempo gli ultimi esponenti di un mondo in via di estinzione. I critici non vengono più nemmeno rimpiazzati, man mano che se ne vanno, dai più prestigiosi quotidiani. La logica è fin troppo chiara: dal momento che a nessuno è negato il diritto di parlare di cinema, perché mai dovrebbero esserci dei professionisti per farlo? Come ci ha insegnato l’ideologia televisiva dell’opinionista, si può tranquillamente esprimere un’opinione su tutto senza avere un’idea su niente.

Che ne sarà dunque di questo sito, nato e cresciuto come spazio di critica cinematografica? Non spetta a noi dirlo, né tantomeno deciderlo, perché non saremo più noi a farlo. Forse diventerà qualcos’altro, forse si trasformerà in un aggregatore di notizie sul cinema, forse in niente. Quello che è certo è che non sarà più quello che è stato da dodici anni a questa parte: il frutto del lavoro di un gruppo di giornalisti animato dal desiderio di coniugare critica, informazione e cultura attraverso strumenti semplici ma essenziali come la passione, la professionalità e l’indipendenza. Strumenti che ci hanno consentito, con la costanza di tante piccole formiche, di accumulare in questi anni migliaia di recensioni, interviste, notizie, resoconti giornalieri dai più importanti festival.

Tutto questo non interessa più. Lo avevamo capito alcuni mesi fa, quando abbiamo dovuto subire passivamente e del tutto inascoltati il trasferimento sulla piattaforma di blogo, non accompagnato da un immediato reindirizzamento, con successivo e conseguente snaturamento del sito, demolizione della newsletter, cancellazione della nostra memoria storica.

Le nuove idee di crescita che animano oggi gli operatori del web vanno in un’altra direzione. Spazio, allora, al nano-publishing, alle raccomandazioni al pubblico, agli aggregatori di notizie. Anche il web si è scoperto post-umano. Ne avevamo avuto sentore dodici anni fa, quando avevamo scelto di chiamarci HalCinema, anche se all’epoca ci eravamo immaginati un epilogo diverso.

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mercoledì 17 dicembre 2008

Uomini Contro. Il cinema di Francesco Rosi a Torino

pubblicato da Claudio Panella in: intersezioni interviste registi

Francesco rosi, torinoA chiudere un 2008 ricco di riconoscimenti, apertosi quasi un anno fa con l’Orso d’Oro alla carriera ricevuto alla scorsa Berlinale, si è inaugurato lunedì presso il Museo Nazionale del Cinema di Torino il programma di eventi riuniti sotto al titolo Uomini contro. Il cinema di Francesco Rosi. L’evento celebra l’acquisizione da parte del Museo del vastissimo archivio personale di Rosi e si articola in vari eventi simultanei: l’omonima mostra fotografica ospitata fino al 15 febbraio dentro la Mole Antonelliana, una retrospettiva completa dei film del regista, l’uscita per il Castoro di Dossier Rosi di Michel Ciment, in edizione rimaneggiata rispetto agli originali francesi del 1976 e del 1986, e la messa in scena della Filumena Marturano di Eduardo De Filippo con la regia di Rosi e l’interpretazione di Lina Sastri e Luca De Filippo che si terrà al Teatro Nuovo dal 16 al 21 dicembre, in collaborazione con il Teatro Stabile di Torino diretto dal collega Mario Martone.

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martedì 02 dicembre 2008

Jean-Pierre Melville: dalla retrospettiva al volume

pubblicato da Claudio Panella in: cinema e libri festival registi Torino Film Festival 2008 Libri

melville castoro Dopo alcuni anni di accantonamento critico, in Italia ricordiamo solo un bell’omaggio organizzato quindici anni orsono dall’ormai scomparsa France Cinéma, il Torino Film festival 2008 ha dedicato una delle sue retrospettive al cinema di Jean-Pierre Melville. Il volume edito da Il Castoro per celebrare l’evento ha l’ambizione di essere un punto di riferimento per i giovani scopritori e per gli appassionati dei film del regista francese, che, pur contando fan anche illustri, sono per lo più di difficile reperibilità. Il libro stesso è testimonianza concreta dell’interesse che ancora suscitano le opere dell’autore, se non altro perché raccoglie accanto a saggi scritti da “specialisti” gli interventi di sette scrittori di noir nostrani, che la curatrice Emanuela Martini ha rivelato essere stati subito entusiasti della sua proposta di collaborazione, dimostrando di conoscere già le opere dell’autore. Melville ha infatti firmato nella sua carriera tredici film (pochi rispetto a molti colleghi), tra i quali si contano però una mezza dozzina di indimenticati noir che dimostrano una piena consapevolezza e una profonda riflessione sui meccanismi del genere, nonché su quelli dell’animo umano.

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venerdì 28 novembre 2008

I lavori di Terence Davies a Torino

pubblicato da Silvia Nugara in: festival prime visioni registi anteprime Torino Film Festival 2008 Prime

Terence Davies Nel programma del Torino Film Festival 2008, un percorso trasversale tra due sezioni diverse permette di scoprire il lavoro del regista inglese Terence Davies. Attivo a partire dalla fine degli anni Settanta, Davies rientra con i suoi primi film Terence Davies Trilogy e Distant Voices, Still Lives in quella British Renaissance a cui la kermesse dedica quest’anno una ricca retrospettiva. L’ultimo Of time and the city è invece presentato nella sezione Fuori concorso.
Presentata come un unico lavoro nel 1983 al Festival di Edimburgo, la Trilogia è formata da Children (1976), Madonna and Child (1980, tesi di diploma alla National Film and Television School) e Death and Transfiguration (1983). Filmato interamente in un severo bianco e nero, il trittico racconta le tre fasi della vita di un alter-ego del regista dall’infanzia alla morte. I temi dominanti sono il rapporto con la dolcezza materna e con una religiosità punitiva che indirizza il senso ogni colpa dell’individuo verso la sessualità che finisce per svilupparsi in modo morboso e sofferto. La vita dell’uomo viene narrata come una lunga sequela di dolori: dalle vessazioni dei compagni di scuola, alla solitudine della vita adulta che culmina con la perdita dall’amata madre, fino alla vecchiaia passata nello squallore di un’ospizio.

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domenica 23 novembre 2008

Incontro con Roman Polanski

pubblicato da Silvia Nugara in: registi Torino Film Festival 2008 Incontri

roman polanski torino Roman Polanski è giunto a Torino in occasione della retrospettiva completa che gli dedica il Torino Film Festival. Il regista ha incontrato Nanni Moretti nel corso di un evento pubblico affollatissimo che purtroppo ha lasciato molti appassionati fuori dalla sala e a bocca asciutta. Nel corso del pomeriggio Polanski ha risposto alle domande del collega raccontando un po’ della sua vita e del suo cinema, del rapporto con la politica, con l’arte, con il mestiere di cineasta e con i film degli altri. L’evento ha così fatto da splendido complemento alla retrospettiva e alla mostra fotografica sul regista polacco che è ancora in corso al Museo del Cinema di Torino.

Nei suoi film la politica non viene mai affrontata frontalmente. Ne La morte e la fanciulla, per esempio, la protagonista è stata vittima di un regime ma non si capisce quale esso sia per cui ogni riferimento a fatti storici diventa vago. Che rapporto ha con la politica? Non ha mai avuto voglia di fare un film che fosse più direttamente politico?

Dato che ho dovuto girare il film in inglese, non mi riusciva di far parlare delle dittature recenti a degli attori che recitavano in inglese. Avevo la sensazione di mettere in scena qualcosa di falso così che invece di raccontare una vicenda poco credibile ho preferito darle una dimesione più astratta. Conosco la politica e l’ho vissuta direttamente negli anni Sessanta quando frequentavo la scuola di cinema di Lodz.

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martedì 04 novembre 2008

Chromosomes. Cronenberg oltre il cinema

pubblicato da Emanuele Bigi in: intersezioni news registi

Lo scorso anno, quando ancora la kermesse cinematografica romana si chiamava “Festa”, i disegni e i sogni di Fellini furono adottati per una grande mostra. Quest’anno sono i fotogrammi dei film di David Cronenberg a diventare istantanee per un allestimento inedito al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Alcuni frame dei film più famosi del regista canadese, da La mosca a Scanners, da Crash a Videodrome, da Spider a La promessa dell’assassino, sono stati stampati su tela pittorica per cercare di donare loro una vita propria, distaccata dal contesto filmico. Cronenberg cineasta, romanziere (sta scrivendo un libro) e direttore dell’opera teatrale tratta dal suo La mosca si cimenta anche con la “pittura”. Attraverso cinquanta “tele” scava nel dna della sua carriera per catturare i cromosomi, la radice genetica del percorso artistico, da cui il titolo della mostra Chromosomes. Cronenberg oltre il cinema e i disegni rosso fuoco, astratti, che invadono due pareti dell’enorme sala/contenitore dei “quadri”.

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venerdì 10 ottobre 2008

Intervista a Vincenzo Salemme

pubblicato da Marco Spagnoli in: interviste registi

“Negli ultimi anni è nata la moda di essere dei presunti esperti di vini. A tavola senti dire ‘vorrei un rosso più strutturato’, ‘desidero un bianco fermo’, mentre in realtà tutti bevono senza capire niente. Per questo motivo mi divertiva molto l’idea di ambientare parte del mio film nell’ambiente mondo dell’enologia. Mi sembrava, infatti, giusto che un attore così fragile come il mio personaggio si lasciasse confondere da un mondo del genere.” Vincenzo Salemme si diverte a prendere in giro i corsi per sommelier, ma anche l’universo mediatico delle Fiction nel suo ultimo film No Problem dove dirige Sergio Rubini, Giorgio Panariello e Iaia Forte in una delle sue commedie più divertenti. “La mia non è tanto una critica alla televisione.” Spiega il regista e attore “quanto piuttosto una riflessione su quanto il successo dato dal tubo catodico possa risultare effimero e di brevissima durata. La Tv, pur avvicinandoti a milioni di persone, diventa ‘rischiosa’ se, alla fine, non c’è il talento. Essere impreparati per il successo può risultare perfino più dannoso che essere sfortunati e non arrivare mai a conoscerlo.”

Un altro rischio è quello di rimanere eccessivamente legati al proprio personaggio…
Questo, in una fiction come quella che interpreta il protagonista di No Problem, può accadere davvero, perché un interprete può arrivare a scontrarsi con le aspettative del pubblico che lo vogliono sempre in una certa maniera. Un attore, però, deve avere nelle sue corde la facoltà di cambiare e di potere affrontare altri ruoli, diversi da quelli che ha interpretato fino a quel momento.

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sabato 04 ottobre 2008

L’uomo dei miracoli - Intervista a Spike Lee

pubblicato da Marco Spagnoli in: interviste registi

C’è voluto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per chiudere la polemica relativa all’ultimo film di Spike Lee, Miracolo a Sant’Anna, definito “un omaggio’ alla Resistenza e ai partigiani italiani”. Gli stessi cui il regista afroamericano aveva dichiarato di non dovere chiedere scusa, perché “al di là delle diverse interpretazioni c’era un unico fatto sicuro: il 12 agosto 1944, la Sedicesima divisione delle Ss massacrò 560 civili a Sant’Anna di Stazzema. Uomini, donne, anziani, bambini. Questa è la sola cosa certa.” Diceva Lee “Per il resto, non mi preoccupa che la mia pellicola provochi polemiche: discutere del passato, della Seconda guerra mondiale, è sempre un fatto positivo”. Non la pensavano così i parenti e i familiari delle vittime, che rifiutavano categoricamente l’idea suggerita parzialmente dal film che l’eccidio fosse stato scatenato dal tradimento di un partigiano. La parola ‘fine’ alla polemica ce l’ha messa, però, l’Associazione Nazionale Partigiani. Prendendo atto che un cartello nei titoli di testa attribuiva le colpe della strage ai nazisti, l’ANPI riconosceva che “la storia è liberamente tratta da un libro che somma dati storici all’opera della fantasia dell’autore”.

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martedì 30 settembre 2008

Il Cinema di Roman Polanski in mostra a Torino

pubblicato da Claudio Panella in: intersezioni registi

Franttic, Polanski, FordIl Museo Nazionale del Cinema di Torino presenta con il titolo di Intrigo Internazionale. Il Cinema di Roman Polanski un omaggio fotografico alla figura e all’opera di Roman Polanski. Sono in mostra fino all’8 dicembre nel ventre della Mole Antonelliana 120 fotografie di scena e di set e una ventina di manifesti originali realizzati per altrettanti film dell’autore. Polanski ha compiuto 75 anni quest’estate e tra due mesi, quando la mostra sarà ancora visibile agli spettatori e a lui stesso, è atteso in città come protagonista di una retrospettiva completa dedicatagli dal Torino Film Festival (21-29 novembre 2008). All’inaugurazione della mostra era invece presente l’attrice Sidne Rome, memorabile icona polanskiana al tempo di Che? (1972), in cui recitava accanto a Marcello Mastroianni. Come consuetudine del museo torinese l’esposizione fotografica è parzialmente visibile a cielo aperto sulla cancellata esterna della Mole, dove è affissa una trentina di riproduzioni di grande formato che ripercorre l’intera carriera del regista franco-polacco.

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