sabato 13 settembre 2008

Pranzo di ferragosto

pubblicato da Claudio Panella in: festival prime visioni Venezia 65 - 2008 settimana della critica

La locandina del filmGianni ha superato la mezza età ma vive ancora nella vecchia casa dell’anziana madre, che accudisce a tempo pieno facendo fronte come meglio riesce alle loro difficoltà economiche. Quando la vigilia di ferragosto il suo amministratore di condominio gli chiede di ospitare anche sua madre in cambio di un appianamento delle sue morosità l’offerta è di quelle che Gianni non può proprio rifiutare. Ma poi…

Recensione

Pranzo di ferragosto è l’unica opera prima firmata da un italiano nella Settimana della Critica di Venezia 2008, la sezione che lo scorso anno diede il là al buon successo de La ragazza del lago di Andrea Molaioli. Come Molaioli Gianni di Gregorio è un esordiente alla regia, ma non certo un novellino nel mondo del cinema italiano, i cui set ha a lungo frequentato come scrittore e assistente. E così il suo film al Lido era piuttosto atteso, anche grazie all’interessamento produttivo di Matteo Garrone, per il quale di Gregorio è stato aiuto regista e sceneggiatore, e alla distribuzione già promessa dalla Fandango.

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sabato 06 settembre 2008

Pinuccio Lovero - Sogno di una morte di mezza estate

pubblicato da Silvia Nugara in: festival prime visioni Venezia 65 - 2008 settimana della critica


Pinuccio Lovero ha quarantuno anni e abita a Bitonto. Il suo sogno di una vita è quello di fare il custode del cimitero della sua città. Instancabile marmista e attivo nella vita di paese, Pinuccio riesce ad avvicinarsi alla realizzazione del suo sogno quando viene assunto dal cimitero di Mariotto, un paesino vicino a Bitonto dove però da quel giorno non muore più nessuno.

Recensione
In un’Italia in cui la parola “lavoro” richiama ormai direttamente la nozione di “precarietà”, la storia del custode cimiteriale Pinuccio Lovero racconta la vicenda di un sogno professionale che si realizza checché ne dica il pressbook che cavalcando l’onda dei tempi parla di “becchino precario”. Nel film infatti nulla si dice del contratto che lega Pinuccio al suo posto di lavoro. Presentato fuori concorso nell’ambito della Settimana Internazionale della critica della 65° Mostra del cinema di Venezia questo lavoro entra con grazia e ironia nella vita di un uomo non comune e della comunità in cui vive.

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