La top 5 dei film sulla moda

pubblicato da Roberto Pulito


Elena Schiavon, del sito fashionblog, ci consiglia 5 pellicole alla moda:
“Ci sono moltissimi film che raccontano, o semplicemente sfiorano, il mondo della moda. Molti sono recenti e molto noti al pubblico come Sex and the City, o quello appena uscito Valentino – l’ultimo imperatore, che ho molto amato, o dissacranti come Zoolander. Ma ogni tanto, per trovare atmosfere Glamour e l’allure dello Stile, il cinema ci permette di guardare al passato e a vere e proprie icone di stile e raffinatezza; eccovi, dunque, la mia personale classifica dei film dove cinema e moda vanno di pari passo”.

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condividi condividi 0 commenti martedì 15 dicembre 2009

La classifica dei film terapeutici

pubblicato da Roberto Pulito

Questa settimana la blogger Irma D’Aria, collaboratrice di Benessereblog, stila la classifica dei migliori “medical movie”. Del resto, non si vive di solo Dottor House! Divertitevi a commentare altri film a tema “dottori & terapie” sull’archivio cinematografico di cinema.it

1) Risvegli (1990): meravigliosi Robert De Niro e Robin Williams in una storia densa di emozioni e basata sulla reale esperienza del dottor Olivier Sacks. L’inaspettato risveglio dei suoi malati catatonici ci ricorda che quando si tratta di salute non bisogna arrendersi mai.

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condividi condividi 1 commento martedì 15 dicembre 2009
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Top 5: Le auto dei cinepanettoni

pubblicato da Roberto Pulito

Dario Montrone, blogger di Autoblog ci aiuta a stilare una classifica con le automobili usate nelle commedie italiane stile Vanzina, da Vacanze di Natale a Yuppies. Auto sportive americane usate per dare un tocco “cool” al tutto o semplicissime utilitarie italiane, oggetto di un vero e proprio “spot” inserito all’interno della pellicola. Ovviamente, siete invitati a segnare altre vetture particolari avvistate in questo tipo di commedie, nei commenti di cinema.it

1) Vacanze di Natale ‘90 (1990): alla guida di una Lancia Delta HF Integrale color rosso fiammante, la bionda ed elegante Eliette raggiunge un albergo lussuoso di Saint Moritz in compagnia del fidanzato Nick, un ex ristoratore squattrinato divenuto poi miliardario grazie ad una puntata alle corse dei cavalli, interpretato da Diego Abatantuono.

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condividi condividi 0 commenti giovedì 10 dicembre 2009

La classifica dei film scandalo

pubblicato da Roberto Pulito

Questa volta parliamo di pellicole che hanno dato scandalo e che hanno addirittura rischiato di rimanere incastrate nella morsa della censura. Lo facciamo con la collaborazione di Gossipblog, sito che di scandali se ne intende parecchio. Se volete dire la vostra usate i commenti in fondo al post oppure… commentate ogni singolo film sul database di cinema.it

- Ultimo tango a Parigi (1972) di Bernardo Bertolucci: Marlon Brando e Maria Schneider si incontrano a Parigi e si amano follemente fino alla tragedia. In Italia il film suscitò forte scandalo per le scene di sesso ma specialmente per quella in cui viene usato un panetto di burro. La pellicola fu sequestrata e la Cassazione la pellicola al rogo ma alcune copie vennero salvate. Il regista fu condannato per “offesa al comune senso del pudore” a 4 mesi di detenzione (non furono poi mai scontati).

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Cinema.it chiude

pubblicato da Cinema.it

«Questi Grandi spesso si reputano troppo grandi, scontano la consapevolezza del senso della propria importanza e della forma in cui debbono rapportarsi con il mondo e con se stessi. Forse all’inizio presero ad autocelebrarsi, senza trarne motivo di buon umore e, avendo potuto impratichirsi nell’imperio sui poveretti ed essendosi abituati a impartire ordini a breve respiro, eccoli arrivare in quattro e quattro otto, e con una scioltezza di pensiero che potremmo definire un’elegante decisione, a compiere un misfatto.»

Ecco l’articolo più difficile e allo stesso tempo più facile, perché il suo contenuto è riassumibile, un po’ brutalmente ma senza che ne vada smarrita neanche una sfumatura, in due parole: cinema.it ha chiuso. Dal 31 dicembre 2008 il contratto che lega a Dada la nostra società Cinemotion, responsabile dei contenuti del dominio cinema.it fino dal 1996, è giunto a scadenza e non è stato rinnovato. L’interruzione del rapporto editoriale è il frutto di una precisa scelta gestionale, dettata da un’adesione incondizionata del proprietario del sito, la società per azioni Dada, alla filosofia del cosiddetto nano-publishing. Dada è una società quotata al nuovo mercato che nel 2008 ha registrato ricavi stimati intorno ai 170 milioni di euro.

Eccoci dunque al momento del commiato, per il quale abbiamo scelto alcune parole dello scrittore Robert Walser che ci sembrano particolarmente indicate per prendere congedo dai nostri lettori. Se non altro perché, anche se scritte quasi un secolo fa, alludono ad atteggiamenti che sono la moneta corrente di certa mentalità tecnocrate imperante nel meraviglioso mondo del web. Meraviglioso soprattutto per chi ne ha ricavato e continua a ricavarne sostanziosi profitti.

Il presupposto di questa scelta è, evidentemente, molto semplice: nel momento in cui l’informazione si scinde dalla cultura non c’è più alcuno spazio per la critica cinematografica. Non è più un genere giornalistico di richiamo; i suoi praticanti sono considerati ormai già da tempo gli ultimi esponenti di un mondo in via di estinzione. I critici non vengono più nemmeno rimpiazzati, man mano che se ne vanno, dai più prestigiosi quotidiani. La logica è fin troppo chiara: dal momento che a nessuno è negato il diritto di parlare di cinema, perché mai dovrebbero esserci dei professionisti per farlo? Come ci ha insegnato l’ideologia televisiva dell’opinionista, si può tranquillamente esprimere un’opinione su tutto senza avere un’idea su niente.

Che ne sarà dunque di questo sito, nato e cresciuto come spazio di critica cinematografica? Non spetta a noi dirlo, né tantomeno deciderlo, perché non saremo più noi a farlo. Forse diventerà qualcos’altro, forse si trasformerà in un aggregatore di notizie sul cinema, forse in niente. Quello che è certo è che non sarà più quello che è stato da dodici anni a questa parte: il frutto del lavoro di un gruppo di giornalisti animato dal desiderio di coniugare critica, informazione e cultura attraverso strumenti semplici ma essenziali come la passione, la professionalità e l’indipendenza. Strumenti che ci hanno consentito, con la costanza di tante piccole formiche, di accumulare in questi anni migliaia di recensioni, interviste, notizie, resoconti giornalieri dai più importanti festival.

Tutto questo non interessa più. Lo avevamo capito alcuni mesi fa, quando abbiamo dovuto subire passivamente e del tutto inascoltati il trasferimento sulla piattaforma di blogo, non accompagnato da un immediato reindirizzamento, con successivo e conseguente snaturamento del sito, demolizione della newsletter, cancellazione della nostra memoria storica.

Le nuove idee di crescita che animano oggi gli operatori del web vanno in un’altra direzione. Spazio, allora, al nano-publishing, alle raccomandazioni al pubblico, agli aggregatori di notizie. Anche il web si è scoperto post-umano. Ne avevamo avuto sentore dodici anni fa, quando avevamo scelto di chiamarci HalCinema, anche se all’epoca ci eravamo immaginati un epilogo diverso.

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Intervista a Daniel Craig

pubblicato da Marco Spagnoli

Marc Forster è un cineasta dalla grandissima forza e dall’enorme coraggio. Un regista capace di fare film diversissimi tra loro come Monster’s Balls e Il cacciatore di aquiloni. Il nostro legame nasce dall’essere dei grandi fans del cinema. Farei qualsiasi personaggio con lui.” Daniel Craig racconta così il suo rapporto con il regista di Neverland e Vero come la finzione, il primo ad avere un piglio autoriale nel portare sullo schermo un’avventura di 007, la ventiduesima della storia del cinema.

Forster dice che lei è il Bond più vicino a quello dei romanzi di Ian Fleming…
Lo 007 dei romanzi è un’espressione degli anni Cinquanta. Ha troppi difetti che non ha senso trasferire su un uomo di oggi. Avrebbe avuto qualcosa di anacronistico portare quel personaggio di nuovo in scena, mentre io ho preferito andare al suo cuore e Marc è stato vicino a me in questo processo.

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Vivien Leigh omaggiata da Catherine Spaak

pubblicato da Emanuele Bigi

Dopo il successo negli Stati Uniti arriva anche in Italia Vivien Leigh – L’ultima conferenza stampa, diretto e interpretato dall’ex conduttrice di Harem che per la prima volta si cimenta in un monologo. L’anteprima nazionale, non a caso, si terrà il 18 ottobre al Teatro Studio dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, uno sorta di preludio al Festival Internazionale del Film della capitale che aprirà i battenti il 22 ottobre. Celebrare i grandi personaggi dello spettacolo è una costante della Spaak, che recentemente ha terminato il tour dedicato a Edith Piaf. Si parte da Roma per poi attraversare tutta Italia, un viaggio nella vita e nella carriera dell’attrice di Via col vento “divisa tra due Io, incapace di arrestare il sopravvento della follia – afferma la Spaak – questa caratteristica dei grandi personaggi mi ha sempre affascinato. Vivien aveva il dono di catturare ed emozionare il pubblico, ma non riusciva ad affrontare la vita quotidiana. Solo il teatro e il cinema erano i luoghi dell’equilibrio, erano l’antidoto contro una sofferenza e una solitudine che si era manifestata anche in gioventù”. Siamo nel 1967 alla vigilia della sua morte per tubercolosi. Le vicissitudini della donna e diva Leigh si manifestano gradatamente seguendo le ipotetiche risposte a un’immaginaria conferenza stampa.

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La confessione di Brad: vorrei essere Valentino Rossi

pubblicato da cineguido

Brad Pitt & Valentino Rossi Le star, si sa, hanno gusti semplici, e così Brad Pitt ha sorpreso mezzo mondo dichiarando al "Riders Italian Magazine" (guarda caso un giornale riservato ai motociclisti italiani) che: "Siamo personaggi pubblici, non dovremmo avere idoli da venerare ma io ne ho uno che sta sopra a tutti gli altri: Valentino Rossi. Darei tutto per essere come lui. Quel ragazzo è un vero mago. Sarebbe capace di ipnotizzarmi. Non credi sia possibile perché sembra pesi appena trenta chili, eppure ha dentro di sè velocità ed equilibrio. E’ capace di sdraiarsi sull’asfalto a fianco della moto, senza però cadere. E’ un balletto, è arte pura. Rossi ha vinto l’ottavo titolo senza riempire la bocca di paroloni. Rimane calmo pervaso da un senso di equilibrio interiore che non sembra neppure umano, sfugge alla mortalità. Per me guardarlo in azione è come leggere una poesia”
Brad, come l’amico George Clooney, è un grande appassionato di motori, è proprietario di una dozzina di moto tra cui l’Harley-Davidson Shovelhead da 100.000 dollari che gli ha regalato Angelina per i suoi 44 anni. E ne ha anche alcune italiane, come una Ducati, e una simpatica Vespa: iinsomma, a dirla tutta, siam convinti che Brad sta benissimo nei panni in cui si trova!
cineguido

Tutte le notizie su Brangelina su http://bradpitt.blog.dada.net

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Tanti auguri Monica, quanti sono non importa...

pubblicato da cineguido

Come dovreste tutti sapere oggi è il compleanno di Monica, e in attesa della prossima vetrina romana del suo nuovo film le cantiamo tutti in coro i nostri migliori auguri!!! Non possiamo non notare però che anche nell’era di Internet e del fanatismo informatico una vera diva come Monica riesce a mescolare le carte della sua anagrafe, e lo fa proprio sfruttando le tante vie della rete: facendo una rapida ricerca on line la data di nascita della nostra oscilla tra il 30 settemebre 1964, il 1968 (Mymovies, il Trovacinema di Repubblica) o addirittura il 1969 (Movieplayer, il conterraneo portale Umbriaonline). Ci sono anche dei siti che nel corso della giornata di oggi hanno cambiato titoli e cifre citate nei loro articoli… e a quei certi siti che oggi hanno strombazzato i loro auguri per il 40° compleanno di Monica bisognerebbe proprio dire che la smettessero sentirsi dei giornalisti credibili e di atteggiarsi da fan, poichè sappiamo tutti che sono solo in cerca dei contatti di più internauti possibile… c’è da mettersi le mani nei capelli…

Tutte le notizie su Monica su http://belluccimonica.blog.dada.net

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Meryl Streep: "mamma mia" che gioia!

pubblicato da Marco Spagnoli

Meryl Streep
Mammia Mia! ha rappresentato per me una grandissima sfida, ma – al tempo stesso – tale impegno è un qualcosa che non ho avvertito ‘molto’. Per me è stato soprattutto una gioia.” Meryl Streep parla in termini più che entusiastici del film ispirato al musical di Broadway che la vede cantare e ballare come protagonista di una commedia degli equivoci brillante ed estremamente divertente. Un film in cui l’attrice americana porta sullo schermo una madre, il giorno della vigilia delle nozze di sua figlia. La donna, infatti, non sa che la ragazza ha inviato una lettera di invito a ciascuno dei suoi possibili padri, i cui nomi sono stati ricavati dal suo diario di diciotto anni prima. “Quasi non credevo che, arrivati a questo punto della mia carriera, qualcuno mi chiedesse di recitare in un personaggio così” - continua Meryl Streep che rivedremo presto in Doubt dove interpreta la madre superiora di una scuola media di New York in contrasto con un sacerdote portato sullo schermo da Philip Seymour Hoffman. “Non mi sarei mai aspettata di vedermi offrire un ruolo dove canto e ballo intorno a tre uomini tanto affascinanti. Sono stata davvero molto contenta”.

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