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mercoledì 10 dicembre 2008

Il Torino Film Festival ricomincia da Gianni Amelio

pubblicato da Claudio Panella in: festival news Torino Film Festival 2008

Gianni Amelio Torino Film Festival Dopo due sole settimane dalla conclusione del 26° Torino Film Festival, e dopo pochi giorni dall’annuncio della volontaria conclusione del mandato di Moretti, il regista Gianni Amelio è stato appena presentato quale nuovo Direttore del TFF da Sandro Casazza e Alberto Barbera, Presidente e Direttore del Museo Nazionale del Cinema, e dal Presidente dell’Associazione Cinemagiovani Lorenzo Ventavoli, sostenuti dai rappresentanti degli enti locali piemontesi, che hanno dato il loro benvenuto al regista.
I giorni scorsi erano stati segnati da un rincorrersi di nomi di possibili successori, tra cui quelli dei registi Calopresti, Ferrario, Placido, Giordana, Giuseppe Bertolucci. Ma Alberto Barbera ha confessato che la scelta di Amelio è stata la prima e l’unica di queste due settimane, ed era già stata lì lì per realizzarsi ai tempi del mandato a Nanni Moretti , se questi avesse rifiutato. Il nome del regista era subito parso a tutti tra i più interessanti per diverse ragioni. Innanzi tutto per i suoi ottimi rapporti con il Museo Nazionale del Cinema, per il quale Amelio ha curato i due montaggi cinematografici che vengono proiettati a ciclo continuo nell’aula del Tempio della Mole, e con il quale ha anche allestito l’anno scorso una Mostra sui Cineromanzi, antica passione del regista.

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sabato 06 dicembre 2008

Moretti lascia Torino. Alcune possibili alternative...

pubblicato da Claudio Panella in: festival news Torino Film Festival 2008 Eventi

moretti torino film festival Ci risiamo: dopo due anni di tranquillità e di eccezionale rilancio di pubblico il Torino Film Festival si ritrova a dover ricominciare “da capo” con un nuovo direttore. La cosa sarebbe (è) normalissima ma non è proprio di normale amministrazione perché dopo diverse settimane di bagarre il balletto della nomina di Nanni Moretti alla guida del festival aveva ingigantito l’attenzione sull’evento, e il suo celebre “mi nota di più se…” attirò allora come negli scorsi giorni i media di tutto il mondo e richiede oggi l’annuncio di un nome ancora più altisonante a sostituirlo. Intanto, a seguito del comunicato diffuso pochi minuti fa dal Museo Nazionale del Cinema è ormai ufficiale che Moretti ha deciso di lasciare il festival, per poter dedicarsi alla realizzazione del suo nuovo film. Personalmente ho assistito alla conferenza stampa finale del 26° Torino Film Festival e mi era sembrato abbastanza chiaro che le parole di Moretti andavano in quella direzione, anche se nessuno ha voluto leggerle così, sperando forse di esorcizzare l’evento o per accentuare il presunto scoop del presunto diniego del regista a proseguire l’avventura.

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martedì 02 dicembre 2008

Jean-Pierre Melville: dalla retrospettiva al volume

pubblicato da Claudio Panella in: cinema e libri festival registi Torino Film Festival 2008 Libri

melville castoro Dopo alcuni anni di accantonamento critico, in Italia ricordiamo solo un bell’omaggio organizzato quindici anni orsono dall’ormai scomparsa France Cinéma, il Torino Film festival 2008 ha dedicato una delle sue retrospettive al cinema di Jean-Pierre Melville. Il volume edito da Il Castoro per celebrare l’evento ha l’ambizione di essere un punto di riferimento per i giovani scopritori e per gli appassionati dei film del regista francese, che, pur contando fan anche illustri, sono per lo più di difficile reperibilità. Il libro stesso è testimonianza concreta dell’interesse che ancora suscitano le opere dell’autore, se non altro perché raccoglie accanto a saggi scritti da “specialisti” gli interventi di sette scrittori di noir nostrani, che la curatrice Emanuela Martini ha rivelato essere stati subito entusiasti della sua proposta di collaborazione, dimostrando di conoscere già le opere dell’autore. Melville ha infatti firmato nella sua carriera tredici film (pochi rispetto a molti colleghi), tra i quali si contano però una mezza dozzina di indimenticati noir che dimostrano una piena consapevolezza e una profonda riflessione sui meccanismi del genere, nonché su quelli dell’animo umano.

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domenica 30 novembre 2008

Somers Town

pubblicato da Silvia Nugara in: festival prime visioni anteprime Torino Film Festival 2008 Prime

Somers Town Shane Meadows La storia di due sedicenni e della loro amicizia sullo sfondo della periferia londinese. Tomo fugge da Nottingham e non ha né soldi né casa mentre Marek si è trasferito dalla Polonia per seguire il padre operaio. I ragazzi trovano un po’ di conforto l’uno nell’altro e nell’ amore per la bella Maria.

Recensione:
A causa del ritardato arrivo della pellicola, Somers Town è l’ultimo film fuori concorso passato in extremis sugli schermi del Torino Film Festival. Bello e gonfio di malinconia questo nuovo lavoro di Shane Meadows in cui due ragazzi soli e con una vita non facile trovano un po’ di conforto nell’amicizia. Nel ruolo di Tomo ritroviamo Thomas Turgoose, l’ex-bambino che due anni fa fu protagonista di un altro bel film di Meadows, This is England. Un giorno Tomo prende un treno e arriva a Londra con qualche spicciolo in tasca, senza sapere dove dormirà e come potrà occupare il suo tempo. Fugge da Nottingham e tanto basta per convincerlo a trascinare il suo fagotto per le strade della capitale. Ben presto capisce la situazione pericolosa in cui si è cacciato ed è allora che per caso fa conoscenza con Marek. Quest’ultimo è un giovane polacco appena arrivato in Gran Bretagna con il padre che è operaio delle ferrovie.

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sabato 29 novembre 2008

Tutti i premi del Torino Film Festival

pubblicato da Silvia Nugara in: festival news Torino Film Festival 2008 Eventi

Torino Film Festival La serata di premiazione del 26° Torino Film festival - cui è seguita la proiezione del film di chiusura The Edge of Love di John Maybury - ha confermato i rumors della vigilia. Il premio per Miglior film del Concorso Lungometraggi è andato al cileno Tony Manero, che ha vinto anche il Primo Premio della Giuria Firpresci, e, altrettanto meritatamente, il premio per il Miglior Attore, Alfredo Castro. Il Premio Speciale della Giuria è stato assegnato invece a Prince of Broadway dell’americano Sean Baker, che racconta le vicissitudini di un immigrato proveniente dal Ghana che cerca di sopravvivere clandestinamente nel centro di New York. Miglior attrice di quest’anno è Emmanuelle Devos, per il film Non-Dit del belga Fien Troch, mentre il premio per la miglior sceneggiatura, comprendente un invito presso la torinese scuola Holden, è del tedesco L’onda (Die Welle) .

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Panoramica da Torino: il mondo del lavoro tra inchiesta e finzione

pubblicato da Claudio Panella in: festival intersezioni documentari Torino Film Festival 2008 Eventi

classe operaia va in paradiso Sono almeno un paio di stagioni che la nostra cinematografia segue le trasformazioni del mondo del lavoro con un interesse a lungo decisamente sopito, risvegliatosi anche in ambito letterario col filone detto della “precarietà” e con una rinnovata attenzione al tema del lavoro che non c’è. Allo scorso Torino Film Festival avevano avuto la loro anteprima due film diversi e per ragioni differenti alquanto imperfetti come il documentario In Fabbrica di Francesca Comencini e il film di finzione Signorina Effe di Wilma Labate. All’ultimo festival di Venezia sono stati invece presentati con una certa solennità i due film sulla tragedia della Thyssen, verificatisi pochi giorni dopo la chiusura del festival 2007, e foriera di un vero grande movimento di indignazione mediatica e civile. E poi? E poi possiamo registrare che la città della Fiat sembra ancora attenta alle riflessioni sul mondo del lavoro contemporaneo, e anche se in questo 26° Torino Film Festival non vi sono sezioni ad hoc, il tema emerge carsicamente un po’ ovunque tra le retrospettive e le nuove proposte ed è stato celebrato in modo diretto con la proiezione speciale in copia restaurata de La classe operaia va in Paradiso di Elio Petri, protagonista il memorabile operaio Massa interpretato da Gianmaria Volonté.

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The Edge of Love

pubblicato da Silvia Nugara in: festival prime visioni anteprime Torino Film Festival 2008 Eventi

Quando nella Londra della Seconda Guerra Mondiale, il poeta Dylan Thomas rincontra per caso il suo amore di gioventù Vera Phillips, tra i due si risveglia l’antica passione. Ora però Thomas è sposato con Caitlin da cui ha avuto un figlio. Le due donne diventano molto amiche e sembrano rinunciare alla competizione soprattutto perché Vera si innamora e sposa il soldato William Killick. Quando però quest’ultimo riparte per la guerra Dylan, Caitlin e Vera si trasferiscono a vivere insieme nella campagna gallese. Al ritorno di William, il menage già difficile si rivela impossibile da sostenere.

Recensione
Ad ogni Festival la sua Keira e un po’ di Keira in ogni Festival: dopo l’anteprima di Duchess alla Festa del cinema di Roma, l’attrice inglese Keira Knightley è protagonista di The edge of love, film di chiusura del Festival di Torino. Ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, il film inizia nei sotterranei della metropolitana londinese trasformata per l’occasione in rifugio antiaereo. Nei panni di una bellissima cantante Knightley si esibisce insieme ad un’orchestra per distrarre la folla e per un attimo ci si sorprende di rivederla laddove l’avevamo lasciata alla fine di Espiazione. A cantare è proprio la stessa attrice, su alcune canzoni d’amore composte per l’occasione da Angelo Badalamenti. La macchina da presa fissa il suo viso di porcellana su cui si staglia un’ipnotica bocca dipinta di rosso fuoco.

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Lasciami entrare

pubblicato da Silvia Nugara in: prime visioni anteprime fuori concorso Torino Film Festival 2008 Prime

Oskar è un ragazzino senza amici e per di più è oggetto di bullismo da parte di alcuni compagni di scuola. Nella solitudine della sua cameretta ritaglia e conserva articoli di cronaca nera. La sua collezione si arricchisce quando nella cittadina in cui vive iniziano a verificarsi una serie di omicidi sanguinosi. Contemporaneamente, Oskar fa amicizia con una coetanea appena trasferitasi nel suo condominio e di lì a poco si troverà a realizzare che la sua nuova amica è direttamente implicata nelle misteriose morti ma questo non gli impedirà di innamorarsene.

Recensione
Tratto dal romanzo omonimo di John Ajvide Lindqvist (edito in Italia da Marsilio), Lasciami entrare è una favola di amore e morte per preadolescenti inquieti. Sospesa tra sogno e incubo, questa storia di vampiri non trascura i topos del genere: sangue a fiotti, sortite notturne e romanticismo dannato. Le analogie con il recente teen movie Twilight si riducono a questo e probabilmente l’uscita di due diversi film di vampiri a poca distanza l’uno dall’altro non è sufficiente a costituire un fenomeno. Sta di fatto però che era da tempo che al cinema non facevano capolino queste diafane creature della notte. Ci si chiede quindi se e come si sia evoluto il genere dai tempi in cui a Miriam si sveglia a mezzanotte si attribuiva un sottotesto legato al problema dell’AIDS.

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24 city

pubblicato da Claudio Panella in: festival prime visioni anteprime Torino Film Festival 2008 Prime

24 city jia zhang ke La fabbrica di Stato 420 di Chengdu, specializzata in componenti per l’aeronautica, viene smantellata dopo una ristrutturazione dell’azienda e farà posto a un quartiere residenziale che si chiamerà “24 City”, nome tratto da un verso di una poesia cinese dedicata a una vagheggiata “città del vecchio ibisco”.

Recensione
La Cina di oggi e la Cina di ieri: Jia Zhang-Ke prosegue il suo lavoro di documentazione dei grandi cambiamenti che sta vivendo il suo paese, e lo fa mettendo insieme in 24 City dei racconti filmati con gli stessi testimoni e delle interviste ricostruite grazie all’interpretazione di alcune attrici, il tutto a comporre un affresco che sembrerebbe fedele della vita degli operai cinesi dal dopoguerra ad oggi e delle diverse aspirazioni delle giovani generazioni. Non conoscendo con precisione la cronologia della dismissione della fabbrica e le vicende ad essa connesse è difficile valutare l’aspetto documentario di quest’ultimo film dell’autore del Leone D’oro 2006, Still Life. Ma a volersi fidare del regista è molto facile farsi conquistare dall’intensità e dalla straordinaria efficacia visiva del suo lavoro.

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venerdì 28 novembre 2008

British Renaissance: dalla retrospettiva al volume

pubblicato da Claudio Panella in: cinema e libri festival Torino Film Festival 2008 Libri

British Renaissance, Martini, Torino, festivalBritish Renaissance. Gioventù, amore e rabbia nel cinema inglese degli anni Ottanta, curato da Emanuela Martini, è il volume monografico edito da Il Castoro in occasione dell’omonima retrospettiva che ha portato a Torino 35 film per la televisione e il cinema prodotti in Inghilterra tra gli anni ’70 e gli ’80. La curatrice della selezione e del volume ha rivelato però che i film papabili per la rassegna torinese erano circa un’ottantina, che si è dovuto sfrondare per qualità, reperibilità delle pellicole (non pochi i rimpianti da questo punto di vista) e secondo il criterio di non presentare al festival più di un’opera per autore. Regola mantenuta con le notevoli eccezioni di Stephen Frears , Neil Jordan e Terence Davies.
Il libro serve quindi anche a contestualizzare i singoli film e non è di certo riservato solo a coloro che hanno partecipato alle proiezioni del festival. Dai diversi saggi raccolti nella monografia emerge bene quel che la British Renaissance è stata e quello che non è stata affatto: innanzi tutto non si trattò di un vero movimento, come il Free Cinema o la Nouvelle Vague, e si iniziò a nominarla solo qualche anno dopo il suo esplodere, non senza una certa ironia. È comunque innegabile che fino a pochi anni prima il cinema inglese era davvero poco vivace, e lo fu ancora meno nel decennio successivo. Non a caso è piuttosto nota la facezia di Truffaut (proprio lui che adorava Hitchcock!) secondo cui “cinema inglese” sarebbe una “contraddizione in termini”.

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