Piccoli ladri

pubblicato: mercoledì 08 settembre 2004 da Maurizio G. De Bonis in: prime visioni

piccoli-ladri

Kabul, 2003. Nella capitale afgana occupata dagli americani, due bambini si aggirano senza casa e senza soldi alla ricerca di qualcosa da mangiare. La madre è in carcere perché denunciata dal marito. Quest’ultimo è un talebano prigioniero che dopo un’assenza di cinque anni a causa della guerra ha scoperta che la consorte, credendolo morto, si era risposata. La tragedia dei due fratellini continuerà di giorno in giorno fino a quando non tenteranno un furto.

Recensione:

Una tragedia già vista

L’Afghanistan, la sua tragedia sociale, umana e politica. Il regime talebano, la guerra, la violenza, la morte e la miseria.  Tutto ciò ha rappresentato negli ultimi anni materia creativa da parte degli artisti visuali del mondo intero. In ambito fotografico, innumerevoli sono stati i reportage che hanno documentato questa situazione. Gli obiettivi di fotoreporter non sempre ispirati hanno indagato, raffigurato, ricostruito una condizione esistenziale veramente difficile da sostenere a livello morale e visivo. Anche il cinema si è dato da fare, così da qualche tempo ogni tanto, specie nell’ambito dei festival internazionali, arriva qualche lungometraggio che ci ricorda quanta sofferenza ci sia in questo paese asiatico.

Anche durante la Mostra d’arte Cinematografica di Venezia è stato presentato un film su questo importante argomento: Piccoli ladri di Marziyeh Meshkini. Si tratta dell’opera seconda della moglie di Mohsen Makhmalbaf, notissimo cineasta iraniano.

Quella dei Makhmalbaf è ormai diventata una vera e propria dinastia di cineasti. Il sospetto è che dietro questo fabbrica di film non ci sia tanto una reale esigenza creativa ma una sorta di programmazione ben definita, basata molto sulla realizzazione di film da festival. E Piccoli Ladri è proprio un’opera festivaliera in tutti i sensi. Storia commovente, stile realistico, denuncia sociale, rappresentazione cruda della realtà. I protagonisti sono dei bambini soli al mondo. Le loro disavventure in una Kabul fangosa e devastata straziano il cuore, toccano le corde della compassione, si incuneano nella coscienza della spettatore. Come se non bastasse, compagno fedele delle atroci esperienze dei due ragazzini è un cagnolino peloso e petulante che sembra uscito da un telefilm made in USA.

PUBBLICITÀ

Ed ancora: viene tirato in ballo ad un certo punto anche il capolavoro di De Sica-Zavattini, Ladri di biciclette. I bambini infatti vanno al cinema a vedere questo film e cercano di riprodurre nella realtà la maldestra azione del protagonista del lungometraggio italiano; il tutto per farsi arrestare ed essere imprigionati. Così almeno avranno un tetto sulla testa e qualcosa da mangiare tutti i giorni.

Non abbiamo il timore di dire che questa seconda esperienze registica di Marziyeh Meshkini sia furbamente ambiziosa e decisamente scontata. Quale elemento di novità abbia apportato questa pellicola rispetto alle vicende umane del popolo afgano non si sa. L’impressione è che l’autrice abbia voluto andare sul sicuro: fare un film sul disagio di bambini abbandonati a loro stessi che si trascinano da una dramma all’altro con il loro cagnolino.

La citazione, tramite utilizzazione di una sequenza, di Ladri di Biciclette è poi quasi imbarazzante ed inoltre ci domandiamo il perché l’abbia usata visto che la consorte di Makhmalbaf così ha dichiarato per le note di accompagnamento presentate nel press-book: “E’ un film che apprezzo molto, anche se ne prendo le distanze perché molte scene mi sembrano più melodrammatiche che neorealistiche”. Prendere le distanze? Ci pare un'affermazione sottilmente presuntuosa. Il pubblico potrà giudicare in sala.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi condividi 0 commenti

Articoli simili

Cinema.it chiude del 31 dic 2008
The Spirit del 28 dic 2008
Ember del 24 dic 2008
PUBBLICITÀ

Inserisci per primo un commento a questo articolo.

PUBBLICITÀ
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito su tutti i blog di Blogo e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento