Piuttosto alto e massiccio, con una faccia da cane col muso schiacciato e due bei labbroni di carne, dotato di una forte presenza scenica, cattiva e sensuale, che gli ha permesso di superare ben bene i limiti del caratterista fino a coniare figure importanti in pellicole di fama internazionale (vedi il recentissimo premio Oscar per l’interpretazione del killer psicopatico e fantomatico in Non è un Paese per vecchi (2007) dei fratelli Coen, nel quale Bardem, con una terribile pettinatura a caschetto, spara a tutti come un matto, usando delle armi che sembrano uscite da un universo parallelo (o dal film Men in Black), e si autoripara le ferite come Terminator o gli ultimi Predator.
Bardem, sebbene possa funzionare in tutti i ruoli, anche in quello solare e sereno, dà il meglio nei personaggi morbosi, ambigui e tormentati (come l’abate Lorenzo in L’ultimo inquisitore (2006) di Milos Forman) tendenti alla perfidia, se non alla malvagità esplicita e pazzoide (un tratto che porta all’estreme conseguenze nel film dei Coen), o soltanto tormentati e basta, perché massacrati fisicamente e psicologicamente dalle angherie di un regime (Prima che sia notte, 2000, di Julian Shnabel), o ancora soltanto morbosi e dolciastri, come il personaggio che insegue per tutta la vita Vittoria Mezzogiorno in L’amore ai tempi del colera di Mike Newell (2007).
Bardem è figlio d’arte, nipote del regista Juan Antonio Bardem e figlio dell’attrice Pilar Bardem, dopo un esordio come giocatore nella nazionale giovanile di rugby e aver fatto studi d’arte, esordisce come attore in piccole parti, fino a conoscere il regista Bigas Luna, grazie al quale lavora in Le età di Lulu insieme a Francesca Neri (1990) e due anni dopo in Prosciutto Prosciutto (1992), dove fa il macho aspirante toreador che seduce Penelope Cruz (il film lancerà Penelope, Bardem e il terzo protagonista: Jordi Molla). Dopo aver recitato ancora per Bigas Luna, in La teta y la luna (1994), curioso gioco di parole con il cognome del regista e la perfetta rotondità del seno di Mathilda May, è la volta di Almodovar (Carne Tremula, 1997) per il quale Bardem interpreta il ruolo difficile del paraplegico, finito sulla sedia a rotelle dopo un drammatico incidente, che diventa giocatore di Basket, feroce e duro contro il mondo e contro la moglie, ancora una volta Francesca Neri (nel 2004 interpreterà nuovamente un personaggio paraplegico, in Mare Dentro, di Alejandro Amenabar, questa volta con tratti più articolati, che non riesce più a sopportare la propria condizione, dopo una giovinezza forte e fisica). Nel 2002 è il protagonista di un curioso film diretto da John Malkovich sul terrorismo demoniaco di destra The Dancer Upstairs, nel quale fa l’ufficiale di polizia, e di un film spagnolo a metà tra l’impegno sociale e la commedia, I lunedì al sole, dove interpreta il personaggio di Santa, operaio disoccupato che prende il sole sul battello e passa il resto del tempo al bar, con una propria fierezza e dignità indipendenti dalla condizione in cui si trova.
Nel 2005 fa una piccola parte, ma molto incisiva, nel ruolo di un temibile narcotrafficante sudamericano, in Collateral di Michael Mann.
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