Un viaggio in diciassette paesi del mondo per ridare speranza ai bambini più sfortunati. È il progetto Inter Campus che compie undici anni. In occasione del centenario dell’Inter è stato proiettato a Locarno il documentario Petites Historias Das Crianças di Guido Lazzarini, Fabio Scamoni e Gabriele Salvatores. Dal Brasile al Camerun, da Sarajevo all’Iran, alla Cina. “Piccole storie quotidiane segnate da un passato e un presente differenti, ad accomunarle un solo aspetto: la speranza – afferma Scamoni -. Fino a dieci anni d’età è forte, poi la consapevolezza di non lasciarsi alle spalle un destino quasi segnato è più viva”.
“È stata un’esperienza importante – dice Salvatores – Inter Campus non vuole reclutare calciatori ma formare delle ragazzi che abbiano una coscienza del lavoro collettivo. Ho visto finalmente qualcosa che non si incontra più nel calcio professionistico, la voglia di giocare in squadra: uno segna e tutti contribuiscono all’obiettivo”. “Siamo partiti da un’idea semplice – afferma Massimo Moretti, presidente del progetto – consegnare le maglie ai bambini dicendo loro: ‘vi diamo la maglia dell’Inter se andate a scuola’. Per loro significava entrare a far parte di un club importante”. In Brasile sono stati recuperati dalla strada tremila bambini, in giro per il mondo se ne contano circa diecimila e l’avventura continua.
“Abbiamo ricevuto richieste da Libano, Israele, Palestina, Colombia, Serbia – continua Moretti – nell’Inter hanno trovato uno stimolo per crescere”. “Si tratta di un progetto delicato, per questo siamo stati in silenzio in questi dieci anni – afferma il presidente dell’Internazionale Milano Massimo Moratti – siamo partiti seguendo il nostro istinto, i nostri sentimenti, senza fare calcoli di alcun genere, avevamo in mano uno strumento che poteva aiutare il prossimo e l’abbiamo sfruttato. Non c’è l’obiettivo di coprire il mondo, il nostro obiettivo è procedere con attenzione perché abbiamo a che fare con una realtà di bambini. Il film è nato in seguito per documentare questo viaggio umanitario ”.
Petites Historias Das Crianças non procede per capitoli, ognuno dedicato a un paese; si passa da Rio de Janeiro a Sarajevo senza alcuna premessa o spiegazione,“per dire: siamo tutti nella stessa barca – afferma Salvatores – il mondo appartiene a tutti, come diceva Bono: One world one heart”. Il documentario arriverà presto nelle scuole “ce lo chiedevano prima che fosse terminato”, sottolinea Scamoni, e non è detto che non tocchi le sale cinematografiche, “potremmo ridurlo appositamente”, suggerisce il regista di Io non ho paura”.
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