
L’analista del CIA Osborne Cox viene allontanato dall’agenzia per la quale lavora con l’accusa di avere problemi di alcol. L’uomo si arrabbia molto ma non si perde d’animo e decide di scrivere un libro di memorie nel quale rivelerà segreti scottanti. Il problema è che un suo cd, con dati riservati, finisce in maniera rocambolesca nelle mani di due gestori di una palestra: Chad e Linda. I due decidono di ricattare Cox, ma si tratta di persone decisamente sprovvedute.
Dietro il grottesco… una vita tragica
Nel corso degli anni lo stile visuale del cinema dei fratelli Coen si è fatto essenziale, preciso, quasi matematico. Ogni sequenza presenta un equilibrio formale altissimo. Ogni inquadratura è geometricamente perfetta, priva di orpelli, nitida. I movimenti di macchina sottolineano sempre un passaggio narrativo (e in qualche caso emotivo) della vicenda e non si configurano mai come elementi scollegati linguisticamente dal senso profondo del racconto.
Il linguaggio espressivo rappresenta dunque la vera forza della poetica visiva dei Coen, i quali però riescono sempre nel piccolo miracolo di collocare i fattori contenutistici tipici del loro cinema in un tessuto formale di rara armonia. Burn after Reading è un esempio palese di abile bilanciamento di diverse componenti cinematografiche. Il plot è orchestrato in modo lineare quanto sublime, i personaggi svolgono un’azione fondamentale per lo sviluppo della storia, lo sguardo dei Coen organizza questo materiale attraverso un’architettura registica apparentemente fredda ma in verità acutamente calibrata.
L’impostazione sostanzialmente di tipo parodistico non oltrepassa però in nessun brano il limite della misura e dell’eleganza. Joel e Ethan Coen sbeffeggiano con raffinatezza e intelligenza il genere spy-story, conoscendone perfettamente le regole. I personaggi principali sono catapultati in un intreccio che sfiora il ridicolo e l’incomprensibile, eppure il nucleo del racconto appare decisamente chiaro. Tutti vorrebbero inventarsi una nuova vita, tutti tradiscono tutti. Tutti vanno a letto con tutti. Il grottesco è dietro l’angolo ma andando oltre la patina comico/ironica del film si può rintracciare una visione tragica della società contemporanea. Una visione amara e triste di un mondo irriconoscibile privo di sentimenti e di veri legami affettivi. Sembra non esserci alcuna speranza, alcuna via d’uscita. Ogni individuo fugge da qualcosa e finisce per imbattersi in problemi via via sempre più irrisolvibili.
In conclusione, nessuno dei soggetti al centro del racconto riesce a trovare il bandolo della matassa, così il declino dell’esistente continua inesorabile in una sorta di caos rassicurante, e allo stesso tempo spaventoso, simbolo evidente della perdita di una direzione etica e umana.
Joel e Ethan Coen tengono perfettamente sotto controllo il cast. Tra tutti i protagonisti spiccano senza dubbio George Clooney, Frances McDormand e John Malkovich. Meno efficaci Tilda Swinton (troppo rigida) e un volenteroso ma clamorosamente limitato Brad Pitt.
Titolo originale: Burn After Reading
Regia: Joel e Ethan Coen
Sceneggiatura: Joel e Ethan Coen
Interpreti: Gorge Clooney, John Malkovich, Frances McDormand, Brad Pitt, Tilda Swinton, Richard Jenkins
Paese, anno: USA, 2008
Durata: 95′
Fotografia: Emmanuel Lubezki
Montaggio: Roderick Jaynes
Scenografia: Jess Gonchor
Musica: Carter Burwell
Produzione: Joel e Ethan Coen
Distribuzione: Medusa
Karenne
27 ago 2008 - 13:38 - #1Non vedo l’ora di vederlo.
Stalker23
27 ago 2008 - 14:27 - #2pitt limitato?
a parte il fatto che è un grandissimo attore,ma chi ha visto il film negli usa dice che pitt è stato il migliore nel cast e dal trailer sembra eccezionale,penso che lei capisca poco o nulla di recitazione,sicuramente ha capito pochissimo l’interpretazione di pitt in questo film
Stalker23
27 ago 2008 - 14:35 - #3ovviamente parlo delle proiezioni test che sono state fatte prima di venezia.
“un volenteroso ma clamorosamente limitato Brad Pitt”
questo giudizio o se preferite questa frase è la cosa meno intelligente che ho letto in vita mia su internet
Stalker23
27 ago 2008 - 16:43 - #4ho letto altre 3 recensioni italiane su questo film e tutte parlano di grande prova di brad pitt….
Karenne
27 ago 2008 - 18:19 - #5Abbi pazienza Stalker, ma se l’interpretazione di Pitt a De Bonis non è piaciuta? Non esiste più il delitto di lesa maestà, mi pare…
cineguido
27 ago 2008 - 19:05 - #6limitato? ma ve lo ricordate il Brad Coppa Volpi dello scorso anno per The assassination of Jesse James… questo Brad sopra le righe è mooooolto più in palla e in parte. Ammettetelo!!!
Vitalez
18 set 2008 - 17:48 - #7ricordate anche il brad pitt dell’esercito delle 12 scimmie o in the snatch….non mi sembra cosi’ limitato il belloccio…
paolo bietolini
19 set 2008 - 20:13 - #8beh “limitato” perchè uno s’aspetta di più, ci si aspetta un ruolo più centrale e non una morte così.
considerando poi il fatto che clooney e pitt recitano spesso insieme e non contro (come nel film) ci si aspettava dell’altro.
non credo possiate criticare ciò che è scritto sopra dato che c’entra perfettamente col film.
l’ho visto oggi e non smetto di rifletterci, grottesco, riflessivo, cinico, psicotico e amaro, un gran bel film!
Black Pearl
28 set 2008 - 09:53 - #9onestamente??? mi aspettavo qualkosa di più!!!…sn rimasta delusa… non mi è piaciuto…ok v sn scene carine.. dove la risata c scappa…xò..niente di speciale…! e cmq,ank io sn rimasta sorpresa sulla morte di Pitt..mi aspettavo un ruolo più marcato..!! mah vabbè…. troppo confusanario cm film,un giro di corne illimitato,casini sopra casini,colpe e discolpe… no,nn sn rimasta soddisfatta.qst è tutto!! ciaoo ciaooo
dave88
30 set 2008 - 16:45 - #10bellissimo film!!!!! bello per il surrealismo che crea e per come contrappone i problemi di ogni personaggio e per come ci scherza ironicamente marcandone i difetti. Bella l’idea dei coen ma di certo con attori del genere stai + tranquillo!