Le conseguenze di un errore. Intervista a Joel e Ethan Coen

pubblicato: giovedì 28 agosto 2008 da Marco Spagnoli in: interviste registi Venezia 65 - 2008

Joel e Ethan Coen
Vincitori del premio Oscar con Non è un paese per vecchi, Joel e Ethan Coen inaugurano il Festival di Venezia con la loro black comedy Burn After Reading in uscita in Italia il prossimo 19 settembre. Una riflessione divertente, ma anche abbastanza drammatica su un mondo popolato da idioti, le cui azioni hanno conseguenze decisamente sorprendenti e perfino un po’ tragiche. “Questo film è una farsa sul sesso e sul mondo dello spionaggio e i suoi protagonisti sono principalmente degli idioti: una tipologia umana verso cui siamo sempre stati misteriosamente attirati e che, ormai, ha dato vita nel nostro cinema ad una lunghissima galleria di personaggi.” Spiega Ethan Coen “Attenzione, però: il fatto che anche noi li consideriamo degli stupidi non significa che non ci identifichiamo un po’ anche noi in tutti loro.” Joel Coen aggiunge: “Ci interessava esplorare un po’ il rapporto, il gioco di forza che c’è tra una persona normale e una un po’ stupida, tentando di capire quali siano le modalità in cui si influenzano reciprocamente. Il personaggio interpretato da Tilda Swinton, ad esempio, è sicuramente il più equilibrato, duro, diretto e attento, ma – al tempo stesso – pur essendo priva di tutto il nonsense che pervade gli altri protagonisti del film, è colei che tramite le sue azioni, li obbliga ad un comportamento decisamente erroneo.”

PUBBLICITÀ

L’universo umano che descrivete è abbastanza ‘desolante’ e perfino un po’ ‘deprimente’…
Da un certo punto di vista è sicuramente molto triste e crediamo che sia inevitabile raffrontare i nostri personaggi con un orizzonte umano più ampio, anche se – come si vede nel nostro film – noi caliamo la macchina da presa dall’alto su una storia abbastanza unica, su determinati personaggi che si muovono in un luogo ben preciso che ci sembrava costituire un ottimo soggetto. Del resto sarebbe abbastanza ‘pericoloso’ estrapolare una visione universale della gente o dell’America di oggi dalla storia di Burn After Reading.

Questo film resta, comunque, una commedia rispetto al precedente: come scegliete il tono dei vostri film?
Qualcuno dice che il nostro cinema sia diviso tra commedie e pellicole più drammatiche: la realtà è che noi siamo solo vagamente al corrente di quale siano le une e quali le altre. Ad essere onesti succede tutto in maniera casuale e noi seguiamo l’ordine dettato dalle esigenze finanziarie che ci consentono, alla fine, di riuscire a mettere su un film prima di un altro, trovando le produzioni adatte. Non si tratta di una scelta cosciente, ma di una serie di coincidenze dettate dai soldi e dalla disponibilità degli attori.

Come avete scelto il cast?
Abbiamo avuto l’idea per questo film pensando ai differenti ruoli che avremmo voluto scrivere per attori che conosciamo bene e che a nostro avviso si sarebbero divertiti a lavorare tutti insieme: ci riferiamo a George Clooney, Richard Jenkins, Frances McDormand, e Brad Pitt, con i quali avevamo già lavorato prima, con l’unica eccezione di Brad. Abbiamo pensato ad una serie di personaggi e ad una storia nella quale sarebbe stato interessante vederli interagire. Avendo collaborato già due volte con George e Richard e almeno quattro volte con Fran, sono loro la nostra fonte di ispirazione quando si tratta di scrivere dei personaggi. Come Brad, anche John Malkovich non aveva mai lavorato con noi ma lo conoscevamo di persona da parecchio tempo e quindi abbiamo scritto il suo ruolo pensando esattamente a lui, cosa molto divertente per noi. Con il passare degli anni, i personaggi che scriviamo per George Clooney invecchiano come lui ma non per questo diventano più saggi. Alla fine Brad si è innamorato di quello scemo del suo personaggio così come ha fatto George, e devo dire che è divertentissimo nel suo ruolo. Noi non pensiamo mai agli attori perché sono delle Star, ma perché ce li immaginiamo nei panni dei personaggi che stiamo scrivendo e ipotizziamo una loro reazione a queste figure.

Tutto facile, quindi?
Molto meno di quello che si può essere portati a credere, perché, spesso, gli attori che conosci molto bene sono portati a credere che stai usando qualche aspetto della loro personalità per il personaggio che hai scritto e loro, così, diventano quantomeno ‘sospettosi’. Invece, gli attori che non conosci affatto si dimostrano sempre più disponibili ad assecondarci nelle nostre richieste. La realtà è che a noi piace molto scrivere delle parti pensate per certi attori e ci divertiamo ancora di più quanto meglio conosciamo la persona che immaginiamo possa interpretarle. La scelta degli attori procede di pari passo con la genesi della storia fin dall’inizio della lavorazione. Certo ci piace vedere negli attori delle potenzialità per farli interpretare personaggi che vanno in direzione diversa se non opposta rispetto a come li abbiamo visti.

Cosa vi attraeva del mondo delle spie?
Veramente non lo sappiamo: probabilmente il fatto che non avevamo mai realizzato un film del genere prima di ora.

Nel film le spie russe sembrano giocare un ruolo ‘insolito’: siete sorpresi della coincidenza temporale con questa crisi da guerra fredda che si vive oggi tra Usa e Russia?

Abbiamo dato un ruolo ai russi, perché – nel gioco della commedia – dava il senso di qualcosa un po’ rétro e obsoleto. Questo è un altro motivo in più per cui questa crisi tra il nostro paese e la Russia è decisamente un evento poco felice.

A cosa state lavorando adesso?
Ad un film intitolato A Serious Man che racconta la storia di una famiglia ebrea del Midwest nel 1967. E’ una piccola saga familiare che è un po’ difficile da descrivere e può essere riassunta dicendo che parla di ebrei, ebrei e ancora ebrei.

Leggi la recensione di Burn After Reading

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (3 Voti | Media: 3.33 su 5)
condividi condividi condividi 4 commenti
PUBBLICITÀ

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • mr.mason

    28 ago 2008 - 15:11 - #1
    0 punti
    Up Down

    che figata…amo le interviste ai miei registi/attori preferiti e quelle dei coen sono sempre molto divertenti perchè dicono e non dicono niente. che personaggi strani!

  • snoe

    28 ago 2008 - 22:17 - #2
    0 punti
    Up Down

    Bella l’intervista, i coen li adoro, con la loro finta ingenuità e spontaneità infantile.

    Che differenza c’è tra cinema.it e cineblog.it?

  • Profilo di Karenne

    Karenne

    29 ago 2008 - 16:39 - #3
    0 punti
    Up Down

    Potrei facilmente rispondere alla domanda “che differenza c’è tra cinema.it e cineblog.it” ma sono rapida dalla curiosità di sapere, Snoe, il perché del quesito. Rispondimi, poi rispondo io!

  • Profilo di Karenne

    Karenne

    29 ago 2008 - 17:05 - #4
    0 punti
    Up Down

    volevo dire “rapita”, sorry

PUBBLICITÀ
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito su tutti i blog di Blogo e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento