L’arca di Noé

pubblicato: sabato 04 ottobre 2008 da Claudio Panella

L'Arca di Noè, gattuso, buscarini Quando riceve una chiamata dall’alto dei cieli, il buon Noé non ci pensa due volte: per affrontare il diluvio universale, che dovrebbe ripulire il mondo dalle sue brutture, si mette subito a costruire la nave più grande del mondo. Facendo strage di alberi per salvare tutti gli animali, il volonteroso Noé manda dal loro re il colombo viaggiatore Essemmes e li invita a coppie a imbarcarsi con lui, sua moglie Naama, i loro tre figli Jafet, Sem, Cam e le nuore Miriam, Sara ed Edith che non la smettono di litigare tra loro. Sull’Arca riusciranno a salire anche i due clandestini Farlok e Arzilla, che non solo sono umani ma anche bottegai molto sensibili al soldo…

Recensione
L’arca di Noè è una produzione animata italo-argentina che alterna molti disegni tradizionali a poche incursioni tridimensionali, emergenti soprattutto nelle fasi più burrascose del diluvio. A fronte di quest’animazione poco d’avanguardia il film punta sulla trasmissione del solito messaggio edificante ma conserva un certo spirito: se la morale della storia insiste sulle difficoltà della coabitazione tra popoli (in questo caso tra animali, e tra animali e uomini), il cartone evita per fortuna di trattare in modo troppo filologico la vicenda biblica e si permette di prendere in giro un po’ tutti i protagonisti della storia, dal miope Noé incapace di guidare una nave, allo stesso Autore del diluvio, ai molti animali antropomorfi che per intrattenersi sulla nave, dalla quale non sono sicuri di uscire ancora vivi, mettono in scena una versione di I will survive, bizzarramente tradotta. E qui bisogna aprire una corposa parentesi.

Il film arriva infatti in sala con il lancio illustre del calciatore Gennaro “Ringhio” Gattuso. C’è anche un concorso associato alla pellicola che mette in palio per gli spettatori una maglietta autografata dal mediano e addirittura una giornata con lo stesso nel centro sportivo di Milanello. In molti, vedendo Gattuso presenziare nel trailer del film col suo schietto accento calabrese, avranno pensato ch’egli fosse anche doppiatore di qualche buffo personaggio della pellicola. E invece no, forse per mancanza di tempo del Campione del mondo, la sua voce non è riconoscibile nè è segnalata in alcun personaggio. Vorrà dire che Gattuso è stato scelto come testimonial solo in causa della orgogliosa cadenza dialettale di cui fa sfoggio? Al di là del suo richiamo, che probabilmente farà staccare più biglietti di quanti non ne avrebbe raggiunti il film da solo, la visione del cartone impone una più ampia riflessione sul doppiaggio italiano di questa e altre pellicole.
Tutti gli animali del film sono infatti caratterizzati da un particolare dialetto italiota: non ne manca quasi nessuno, tra avvoltoi siciliani, orsi romaneschi e altre bestie emiliane, napoletane, sarde, mentre il re degli animali, il leone Re Parrucco, ha una nobile erre moscia stile Agnelli, quelli a due zampe. Per la cronaca il Re è molto anziano e lascerà imbarcare suo figlio, il vanesio leone Katanga, assieme a una leoncina, anche se non quella che lui avrebbe voluto con sé. Uno dei nodi principali della trama del film è proprio quello della “presa di coscienza” del leone, che après le déluge sarà il nuovo re degli animali con tutte le responsabilità che ciò comporta, e che anche prima della fine del viaggio dovrà rintuzzare le aspirazioni al trono della tigre Tartaro, ricomporre la divisione tra animali carnivori ed erbivori (a bordo sarebbe prevista una dieta vegetariana per tutti) e poi quella tra animali e uomini.
Tornando però alla questione della “dialettizzazione” dei personaggi questa non si limita ai soli animali, e così diventa presto piuttosto fastidiosa: tra i più insopportabili c’è il giovane Bibbio, assistente del “Capo” (sì, insomma, Dio), al quale questi detta il futuro Besteller (con la B maiuscola), e che è inspiegabilmente veneto. Tra i personaggi più riuscito del film c’è invece proprio il Capo, un corpulento biondone di colore, che non ha bisogno di ricorrere a nessuna parlata regionale, e ci mancherebbe. A quanto ci risulta, l’usanza della regionalizzazione fu inaugurata da Tonino Accolla nella sua infaticabile, e benemerita, attività di direttore del doppiaggio della serie de I simpson, cui già Gattuso partecipò un paio d’anni fa. Ma non tutti i prodotti sono uguali, e un film pensato per il grande schermo dovrebbe avere, e lasciare allo spettatore, maggior respiro. Il disastro compiuto dai doppiatori (quelli sì calciatori) italiani di Shaolin Soccer (2001) dovrebbe essere di memento ancora a lungo. E invece no. A fine mese uscirà Bienvenue chez les ch’tis, fenomeno cinematografico epocale in Francia, record d’incassi che sicuramente non si ripeterà nel nostro paese. Ma nel tentativo, speriamo non troppo maldestro, di raccogliere più pubblico possibile, in Italia il film uscirà doppiato e, pare, con una forte connotazione regionale (all’italiana) dei diversi protagonisti. Speriamo in bene.
Poiché il cartone animato in quanto tale è davvero senza infamia e senza lode, al di là delle questioni linguistiche, auguriamo al regista Juan Pablo Buscarini, argentino che ha studiato a Londra, di continuare il suo lavoro, magari con quel pizzico di fantasia in più che sembra avere ma qui tenere a freno… Chissà se il regista ha potuto apprezzare la versione italiana di questo suo film. Intendiamoci, il film è lo stesso, lo scimpanzé gay massaggiatore personale del leone lo hanno disegnato i suoi autori, però, come si sarà capito, non solo le voci ma anche i nomi di alcuni personaggi sono stati adattati rispetto all’originale: perché la nobile regina dei leoni Oriana in Italia deve chiamarsi Orina, e la temibile Puma predatrice Pummarò? Chissà, forse ce lo meritiamo…

Il sito ufficiale del film: http://www.arca-noe.net/

Titolo originale: El Arca
Regia: Juan Pablo Buscarini
Sceneggiatura: Enrique Cortés, Barbara Di Girolamo, Axel Nacher, Fernando Schmidt
Interpreti: con le voci di Omero Antonutti, Tonino Accolla, Toni Bertorelli, Domitilla D’Amico, Franco Mannella, Rodolfo Bianchi, Roberta Greganti, Stefano Mondini, Loris Loddi, Davide Lepore
Paese, anno: Argentina/Italia, 2007
Durata: 88′
Montaggio: Massimo Croce, César Custodio
Musiche: Andrés Goldstein, Daniel Tarrab
Produzione: Patagonik Film Group
Distribuzione: Eagle Pictures
L'Arca di Noe

L’Arca di Noe
L'Arca di NoeL'Arca di NoeL'Arca di NoeL'Arca di NoeL'Arca di NoeL'Arca di Noe

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (4 Voti | Media: 5 su 5)
condividi condividi 2 commenti

Articoli simili

Cinema.it chiude del 31 dic 2008
The Spirit del 28 dic 2008
Ember del 24 dic 2008

Categorie

Argomenti Simili

Gallerie Correlate

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • Profilo di cineguido

    cineguido

    04 ott 2008 - 13:38 - #1
    0 punti
    Up Down

    forse chi ha scritto quest’articolo non ha più l’età per divertirsi con poco, e non parteciperà neppure al concorso per avere la maglietta firmata da Gattuso, ma di spettatori bambini e calciofili l’Italia è piena!

  • Profilo di cinegloria

    cinegloria

    05 ott 2008 - 16:52 - #2
    1 punto
    Up Down

    Mi sembra che la direzione del doppiaggio abbia voluto raccogliere consensi non solo adottando il registro regionalisico tanto caro a certo pubblico italiano ma anche facendo l’occhiolino al gergo che alcuni programmi televisivi hanno diffuso nel nostro paese. Un esempio lampante è il nome di Farlok che gioca con l’aggettivo “farlocco” ormai noto ad ogni buon spettatore di pacchi televisivi.

PUBBLICITÀ
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito su tutti i blog di Blogo e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento