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L'uomo che ama

pubblicato: giovedì 23 ottobre 2008 da Eleonora Saracino in: festival prime visioni Festival Internazionale del Film di Roma 2008 Cinema 2008 - Concorso

L'uomo che ama

Roberto è un farmacista quarantenne che vive due storie d’amore molto intense e a distanza di tempo. Con entrambe le sue compagne il trasporto è forte e l’amore sembra destinato a durare, ma non sempre quello che si spera corrisponde alla realtà. Arriverà l’inevitabile addio con il solito bagaglio di pianto e di dolore. Ma l’idea di soffrire basta per non farci amare più?

Recensione

Amare, smettere di amare e poi ricominciare… La circolarità dei sentimenti, con l’euforia e il dolore a darsi – e non sempre equamente - il cambio, sembra la legge non scritta che regola la vita dei personaggi di Maria Sole Tognazzi, alla sua seconda regia dopo Passato prossimo del 2003. Un film che vorrebbe esplorare l’universo complesso delle emozioni ma che finisce per impantanarsi in un estenuante percorso in cui la storia e lo spessore dei personaggi sembrano quasi dimenticati per inseguire ambizioni autoriali che, seppur legittime, rivelano, invece, una drammatica mancanza di idee.

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Roberto è l’uomo che ama come tutti gli altri, quello che perde la testa per poi smettere di innamorarsi, che sogna la convivenza ma finisce per chiedere indietro le chiavi di casa; insomma, un uomo come tanti, un uomo come tutti, così come suo fratello Carlo, senza troppi giri di parole, gli fa notare proprio nel momento in cui la crisi dell’abbandono sembra farsi così acuta fino a sembrare di non poter più vivere. Ma si sopravvive a tutto: al dolore, alla morte e, soprattutto, all’amore.

E il film non è nulla di più di questo, un “pedinamento” emotivo di una manciata di anime alle prese con esistenze segnate da un’assenza. La Tognazzi sceglie un protagonista come Pierfrancesco Favino e non ne impiega fino in fondo il talento e la potenza espressiva, limitandolo alla superficie di un ruolo al quale avrebbe potuto dare ben altra forza.

Le donne, come figurine di carta, non sono che esili soggetti in balia di una sceneggiatura che alterna la banalità dei dialoghi a desolanti vuoti riempiti a forza dalla musica. Alla splendida Marisa Paredes è riservato il privilegio di illuminare la scena di un bagliore intenso quanto breve, mentre tutto il resto scivola così, come una melodia sentita troppe volte e destinata a smarrirsi nelle ridondanze del già visto. Inoltre, la Tognazzi non adegua la regia alla struttura temporale scelta per la narrazione e finisce per realizzare un’opera confusa e priva di coinvolgimento in cui la verità alla quale più si agogna, quella sull’amore, non è né svelata, né celata ma solo, banalmente, perduta.

L’uomo che ama
Regia: Maria Sole Tognazzi
Sceneggiatura: Ivan Cotroneo, Maria Sole Tognazzi
Soggetto: Maria Sole Tognazzi
Montaggio: Walter Fasano
Fotografia: Arnaldo Catinari
Scenografia: Tonino Zera
Musiche originali: Carmen Consoli
Intepreti: Pierfrancesco Favino, Xenia Rappoport, Monica Bellucci, Piera Degli Esposti, Marisa Paredes
Distribuzione: Medusa
Paese: Italia
Anno: 2008
Durata: 100 min

Il Red Carpet del film

L’uomo che ama
Il Red Carpet del filmhttp://belluccimonica.blog.dada.net/http://belluccimonica.blog.dada.net/http://belluccimonica.blog.dada.net/

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Commenti dei lettori

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  • Profilo di cinefil

    cinefil

    23 ott 2008 - 15:30 - #1
    0 punti
    Up Down

    aah, se gliele hai cantate! ma la Bellucci, com’é??

  • Papier soldier

    23 ott 2008 - 15:48 - #2
    1 punto
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    La Bellucci è terrificante come al solito. Non si capisce quello che dice e non riesce neanche questa volta a recitare.
    Un disastro

  • Profilo di Karenne

    Karenne

    23 ott 2008 - 16:29 - #3
    1 punto
    Up Down

    Mi interessa di più la Smutniak, secondo me una delle migliori fra le giovani… com’è lei?

  • Profilo di Crane

    Crane

    23 ott 2008 - 20:19 - #4
    1 punto
    Up Down

    Intendevi forse la Rappoport? Piuttosto irritante ma non è tutta colpa sua. I dialoghi oscillano tra il risibile e l’inverosimile e gli attori, poveretti, non riescono a far miracoli.

  • Profilo di Golight

    Golight

    23 ott 2008 - 20:23 - #5
    1 punto
    Up Down

    Più che “l’uomo che ama” “l’uomo che cammina”. Favino non fa altro che girare Torino a piedi, di notte e di giorno… Il protagonista, solo, si aggira per la città con la musica a far da sottofondo. Eh sì. Fa molto “autore”.

  • Profilo di cineguido

    cineguido

    23 ott 2008 - 20:37 - #6
    0 punti
    Up Down

    peripatetica anche Monica, non fate finta di niente, guardate le foto sul mio blog: http://belluccimonica.blog.dada.net/tag/torino

  • Profilo di Karenne

    Karenne

    24 ott 2008 - 14:57 - #7
    0 punti
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    Sì, intendevo la Rappaport… oops

  • Profilo di nino54

    nino54

    25 ott 2008 - 23:50 - #8
    1 punto
    Up Down

    La Bellucci dovrebbe darsi all’ippica….fare la cavallina è la sola cosa che le riesce..Hanno “montato” ’sto “finto” mito ma è tutto “fumo” e niente arrosto.
    Che tragedia……il sapere che il cinema italiano(tanto glorioso) è rappresentato da queste “gnocche” che dovrebbero dedicarsi ad altre arti……

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