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Toorop, mercenario veterano di guerra, è incaricato di scortare una misteriosa ragazza di nome Aurora durante il trasferimento dalla Mongolia agli Stati Uniti. In realtà, la ragazza è il vettore di un organismo geneticamente modificato, creato da una setta religiosa, per dar vita a una creatura aliena in grado di sterminare la razza umana.
Recensione
Il problema di Babylon A.D. non è che i continui contrasti tra il regista Kassovitz, il protagonista Vin Diesel e la produzione americana hanno causato nella versione definitiva il sacfrificio di circa mezz’ora di girato. Al contrario, il problema è che già con la sua oretta e mezza il film è troppo lungo. I primi 40 minuti, infatti, la parte più postapocalittica girata in Europa, il lungo viaggio attraverso il grande nord, se non proprio geniali, possiedono un loro fascino visionario, con numerosi riferimenti a fumettari (Enki Bilal) e profeti cyberpunk europei. Pur perdendo quasi immediatamente il controllo dei nessi narrativi, in questa prima parte Kassovitz riesce a mantenere quantomeno un buon livello estetico, imprimendo alla pellicola colori e sapori terrei, muovendo con fluida eleganza la mdp. in un mondo antico e futuribile al contempo, senza adagiarsi nell’escamotage high-tech, ma contenendo il “genere fantascientifico” entro i confini dell’action on the road con pochi ed affascinanti guizzi di postmodernità (vedi le fantastiche carte stradali intelligenti). La fuga dell’improbabile terzetto attraverso il Nord Europa offre a Kassovitz l’occasione per ritrarre paesaggi desolati ed affascinanti, flussi migratori di profughi disperati, echi de I figli degli uomini, ed un Vin Diesel meno pessimo del previsto, mercenario cinico dal cuore d’oro, i cui evidenti sforzi interpretativi vanno premiati.
Ma all’arrivo a N.Y. il regista sembra abdicare alla direzione, ed il film si inabissa in una banale accozzaglia citazionista, Blade Runner, Strange Days, Johnny Mnemonic, mentre sale il fragore dei botti ed assistiamo esterrefatti all’apparizione di Charlotte Rampling conciata come il Joker, ad un susseguirsi di rivelazioni da telenovela “tuo padre è ancora vivo” “io sono tua madre”, all’immancabile ed imbarazzante momento “hot” (fortunatamente interruptus) tra il truzzo combattente e l’eterea Madonnina delle Passerelle, ed al definitivo tramonto di ogni velleità narrativa. Membri di una setta orwelliana, mafiosi russi, tutti armati fino ai denti, tutti sparano a tutti, senza spiegazione, senza motivo, in uno stanco turbinio di proiettili. Ormai privo di direzione e di ragione, il film non può che precipitare verso un finale che lascia a bocca aperta, il più brutto, insensato, melenso e, per nostra fortuna, carico di comicità demenziale degli ultimi tempi.
Regìa: Mathieu Kassovitz.
Interpreti principali: Vin Diesel, Mélanie Thierry, Michelle Yeoh, Lambert Wilson, Charlotte Rampling, Gérard Depardieu.
Sceneggiatura: Eric Besnard, Mathieu Kassovitz, dal romanzo Babylon Babies di Maurice G. Dantec.
Fotografia: Thierry Arbogast.
Montaggio: Benjamin Weill.
Scenografia: Sonja Klaus, Paul Cross.
Musica: Atli Örvasson.
Origine anno Francia, USA, 2008.
Durata: 90 min.
Liaifiaxneelp
15 feb 2010 - 23:42 - #1Hiya everyone, I just registered on this delightful discussion board and wished to say aloha! Have a memorable day!
Liaifiaxneelp
ethishfeart
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