Quattro agenti della polizia di New York vengono uccisi in un agguato. Il Dipartimento di Polizia mobilita tutte le sue forze e la famiglia del capo dei Detective di Manhattan, Francis Tierney Senior con i suoi due figli Ray, Francis e il genero Jimmy, sono particolarmente coinvolti nelle indagini. Ray scopre però che gli uomini della squadra di suo fratello non sono così onesti come sembrano e si troverà ad affrontare la dura prova di una scelta: la fedeltà alla famiglia o alla legge.
Recensione
Se l’onore ha un prezzo quanto si è disposti a pagare? Ray Tierney è un uomo fin troppo ferito nel corpo e nell’animo da un passato che lo ha costretto a mentire per obbedire ad un codice familiare che, ora, sta per metterlo con le spalle al muro. Gli insegnamenti paterni, improntati al dovere, al sacrificio e al servizio della legge, sembrano così perdere il loro significato se confrontati con una realtà che ha ben poco a che vedere con i suoi sogni da bambino e sulla carriera di poliziotto. Gavin O’Connor vuole affondare la macchina da presa nel tormento di un uomo e sta addosso - letteralmente - a questa famiglia che trascina, nei gesti e nelle parole, il pesante fardello di un’integrità tanto ipocrita quanto disonesta. Per questo mette in campo una serie di personalità al limite, uomini carichi di frustrazioni e rancori personali che sono sul punto di esplodere, troppo vicini ad una miccia fatta di voci a lungo soffocate e disparità affettive accresciute negli anni.
Un dramma familiare che, soffocato tra le pareti domestiche, dilaga oltre per rimbalzare nelle strade violente di New York e cedere alla tentazione dei soldi facili. La corruzione, legittimata da una divisa o dal semplice concetto che rubare ad un delinquente quasi non sembra un reato, si insinua come un virus nel Dipartimento e nessuno, anche chi sembra non accusarne i “sintomi”, può dirsi immune. O’Connor, nel suo plumbeo e concitato Pride and Glory, traccia una parabola etica di un manipolo di uomini, cercando di portare a galla tutto il marcio delle loro scelte ma non fa che riproporre temi già visti scivolando, da subito, nel prevedibile. La forza dei “maschi della famiglia” sta nell’onore di indossare una divisa e, soprattutto, proteggerla dal fango. Anche a costo di mentire, insabbiare, voltarsi dall’altra parte per non vedere…
Ray è il buono, Francis il fragile, Jimmy il fuori di testa. Ogni personaggio resta fedele al suo stereotipo e non basta avere Norton o Farrell nel cast per far decollare un film che, pur mostrando la parte oscura dell’uomo, non ha il coraggio di andare fino in fondo al “nero”. Descrivendo l’animo corrotto dei tutori della legge O’Connor sembra non volersi rassegnare ad esso e sceglie la morale in luogo della cronaca, il finale “giusto” al posto di quello, certamente meno “catartico” ma molto più realistico, della difficoltà di sanare il degrado.
Una storia che, seppur non particolarmente originale, meritava ben altra asprezza nella narrazione, la stessa alla quale il film pare attingere all’inizio per poi lasciarsi tentare dalla retorica, piuttosto irritante, del suo epilogo. Un dramma che, a parte la presenza del sempre ottimo Norton, manca di una vera tensione emotiva e, perdendo progressivamente di ritmo, frena ogni intensità per adagiarsi su una consolatoria conclusione.
Titolo originale Pride and Glory
Regia Gavin O’Connor
Sceneggiatura Gavin O’Connor, Joe Carnahan
Interpreti Edward Norton, Colin Farrell, Jon Voight, Noah Emmerich,
Produzione New Line Cinema, Avery Pix
Distribuzione Eagle Pictures
Origine anno USA 2008
Durata 130 min.
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