Torino Film Festival 26 (21-29 novembre)

pubblicato: venerdì 07 novembre 2008 da Claudio Panella in: festival Torino Film Festival 2008

Torino Film Festival Confermando tutte le anticipazioni già note alla vigilia, il Direttor Nanni Moretti ha presentato oggi la nuova edizione del Torino Film Festival, che sarà inaugurata la sera di venerdì 21 novembre al Teatro Regio dal controverso W., con Josh Brolin (il protagonista di Non è un paese per vecchi) nella parte dell’ormai quasi ex Presidente USA W. Bush e con la regia di Oliver Stone, il primo tra i molti ospiti di questa edizione del festival. Già sabato 22 novembre tocca a Roman Polanski, la star di una delle tre retrospettive 2008, che nel pomeriggio verrà intervistato in pubblico dallo stesso Moretti. Con loro a Torino anche l’attrice e moglie di Roman Emmanuelle Seigner, il collega Jerzy Skolimowski, l’indimenticata Sydne Rome, che rievocherà la sua esperienza polanskiana sul set di Che? (1972), e forse anche il direttore della fotografia di quel film, Marcello Gatti. Oltre all’opera completa del regista polacco, accompagnata da due making off e da tre film in cui questi è stato attore, verrà presentato a Torino il documentario Roman Polanski: Wanted and Desired (2008) di Marina Zenovich, che ricostruisce la vicenda giudiziaria che ha visto l’autore accusato di violenza ai danni di una minorenne. Nella sede del Museo del Cinema, la Mole Antonelliana, è inoltre ancora in corso la mostra fotografica Intrigo Internazionale. Il Cinema di Roman Polanski. Anche la seconda e la terza retrospettiva porteranno al festival diversi ospiti illustri oltre a lasciare in eredità altrettanti corposi volumi editi da Il Castoro.

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La seconda è quella dedicata al maestro del noir francese Jean-Pierre Melville, e consiste nella riproposizione di 13 sue pellicole, tra le quali un corto, in parte restaurate. Anche in questo caso ci sono un documentario, Sous le nom de Melville (2008) realizzato da Olivier Bohler, e un catalogo importante impreziosito dalle testimonianze di sette scrittori noir italiani, alcuni dei quali presenteranno anche le proiezioni in sala dei film dell’autore che più hanno amato. Eventi collaterali, e gratuiti, di queste due retrospettive le proiezioni di Frank Costello faccia d’angelo (1967), il celebre film del regista francese con Alain Delon, e di Rosemary’s Baby (1968), il film cult del regista polacco con Mia Farrow, che si terranno il 23 novembre alle ore 17.00 e il 27 alle 20.30 presso la Bibliomediateca del Museo Nazionale del Cinema (via Serao 8/a) con la presentazione, rispettivamente, dei critici Mauro Gervasini e Stefano Francia. E non mancano altri incontri al Circolo dei Lettori.
La terza sezione monografica di quest’anno è quella che ripropone i principali titoli della British Renaissance degli anni ’80 e ’90 con uno speciale omaggio ai lavori televisivi dello sceneggiatore Dennis Potter: in tutto 35 film tra cui si segnalano alcune tra le prime opere di Neil Jordan, Peter Greenaway, Michael Radford, Richard Eyre, Derek Jarman, Terence Davies, Sally Potter, Marek Kaniewska, Stephen Frears e Mike Leigh. Tra gli ospiti torinesi, i fan sono avvisati, anche Michael Palin dei Monty Python.
Siamo partiti dalle rassegne, che da tempo contraddistinguono il festival torinese, ma veniamo ora al Concorso internazionale lungometraggi che conta 15 pellicole, di cui 8 opere prime, a concorrere per il Miglior film (euro 25.000), per il Premio speciale della Giuria (euro 10.000), e per i Premi per la migliore attrice e per il migliore attore. Com’è tradizione dell’ex Cinemagiovani nel concorso principale si trovano opere provenienti da tutto il mondo, firmate da registi dei quali in futuro è probabile che si sentirà parlare: quest’anno 7 titoli provengono dal vecchio continente (nessun italiano, ma nelle altre sezioni abbondano), 6 dal Nord e Sud America, 1 dall’Australia e 1 dalla Cina. Fidandoci dei selezionatori potremmo dire che questa è la mappa del nuovo cinema mondiale, ma valuteremo con cognizione di causa solo tra due settimane… temi macroscopicamente ricorrenti: l’elaborazione del lutto e le difficoltà genitori/figli, figli/genitori (ogni riferimento a La stanza del figlio…)
Molta curiosità anche per le opere presentate Fuori Concorso, quelle dei maestri già riconosciuti della settima arte, alcune delle quali già passate in qualche festival internazionale: in un bel mix di generi e stili si vedranno a Torino gli orientali 24 City di Jia Zhang Ke, già a Cannes, Night and day di Hong Sang-soo e Bi-mong (Dream) di Kim Ki-duk; poi Somers Town di Shane Meadows, The Edge of Love di John Maybury, in cui il poeta Dylan Thomas s’innamora di una ragazza interpretata da Keira Knightley (che sarà il film di chiusura del festival), Wendy and Lucy di Kelly Reichardt con Michelle Williams, e ancora Filth and Wisdom dell’esordiente Madonna (già già) e Katyn di Andrzej Wajda, passati a Berlino raccogliendo l’uno l’insperato consenso dei critici, l’altro la nomination all’Oscar come miglior film straniero. A occhio e croce, quanto ad anteprime italiane e a glamour anche meglio di Roma. Ma il tappeto rosso dalle parti di Torino non si sognano di tirarlo fuori.
Tra le novità dell’anno c’è “Internazionale.doc” che affianca la storica “Italiana.doc” (con film di Marra, Gaglianone, Guadagnino, Vacis…) in un ideale dialogo tra il cinema documentario italiano e quello del resto del mondo: in entrambi i casi le opere presentate sono 13, quante quelle di “Italiana.Corti” che con “Spazio Torino” completa il panorama dei concorsi competitivi. Non mancano poi le sezioni più di ricerca del festival, prima fra tutte “Lo stato delle cose”, che ha per quest’anno il tema conduttore de “la politica” al cinema: in programma opere diversissime tutte realizzate nell’ultimo anno (tranne la versione restaurata di The Exiles, diretto nel 1961 da Kent MacKenzie), tra cui possiamo citare Hunger di Steve McQueen, Made in America di Stacy Peralta e gli italiani Di madre in figlia di Andrea Zambelli, documentario prodotto da Davide Ferrario, Armando e la politica di Chiara Malta e La conquista della vita di Silvano Agosti.
Ne “La zona” figurano poi un nuovo cineasta filippino dedito all’arte del lungo da cinque ore, Raya Martin, e gli ultimi lavori di Luciano Emmer, Trilogia: il Sapere, lo Sguardo, la Parola, Raoul Ruiz, con l’horror Nucingen Haus, Tonino De Bernardi, con Pane / Piazza delle Camelie, e tanti altri per un totale di 34 opere di ogni formato e durata. La sezione inventata dal direttore lo scorso anno, “L’amore degli inizi” proporrà poi i film d’esordio datati anni ’70/’90 di Giuseppe Bertolucci (Berlinguer ti voglio bene), Claudio Caligari (Amore tossico), Peter Del Monte (Irene, Irene), Marco Tullio Giordana (Maledetti vi amerò), Salvatore Piscicelli (Immacolata e Concetta, l’altra gelosia) e Paolo Virzì (La bella vita): al termine di ciascuna proiezione avrà luogo un incontro tra i registi e Nanni Moretti.
Proiezioni come sempre nelle tre sale di Massimo, Greenwich e Ambrosio, con l’aggiunta delle due del cinema Nazionale e dell’apertura che si terrà, ma solo per gli invitati, nella sala più capiente e prestigiosa della città: il teatro Regio. Tra gli eventi speciali: le versioni restaurate di La classe operaia va in Paradiso di Elio Petri e di Diario di un maestro di Vittorio De Seta, serie tv in 4 episodi e il documentario di Massimo Spano Franco Cristaldi e il suo cinema Paradiso, omaggi al produttore che proprio da Torino mosse i suoi primi passi. Tra le varie giurie segnaliamo solo quella del Concorso Lungometraggi composta da Alexey German Jr., Jonathan Lethem, Dito Montiel, Alba Rohrwacher e Jerzy Stuhr: nomi che per i cinefili non hanno bisogno di presentazione.
Nelle giornate del 23 e 24 novembre si svolgerà inoltre in città la presentazione dei progetti internazionali in predicato di essere realizzati col sostegno del TorinoFilmLab, il laboratorio che svolge contemporaneamente attività di formazione, sviluppo e sostegno economico alla produzione dei giovani talenti di tutto il mondo, creato congiuntamente al festival e al suo primo anno di attività.

Il sito del festival: http://www.torinofilmfest.org/

Il sito del TorinoFilmLab: http://www.torinofilmlab.it/

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Commenti dei lettori

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  • papier soldier

    08 nov 2008 - 11:06 - #1
    1 punto
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    Mi sembra che ci siano delle polemiche deliranti del PdL sulla mancanza di film italiani al Torino Film Festival. Questo paese è ormai diventato un regime. Il partito di governo mette bocca anche dove non dovrebbe. E tutti stanno zitti. Sinistra compresa. Sono cose molto gravi, non degne di un paese moderno e democratico.
    Se il direttore di un festival di cinema non è libero di scegliere i film che ritiene più sigificativi…

  • Profilo di c. p.

    c. p.

    08 nov 2008 - 12:30 - #2
    0 punti
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    Con presidente di giuria Aleksey German jr., caro Papier, se avessero messo filmetti italiani in concorso li avrebbe ignorati di sicuro… il fatto è che da sempre il TFF ha le sezioni competitive corti, doc, e spazio torino interamente dedicate ai film italiani; inoltre il Torino Film Lab che da quest’annno si affianca al festival vede 6 progetti italiani in corsa per il finanziamento (siamo alle semifinali)… quindi dire che Torino non produce o distribuisce le nazionali energie nuove è, oltre che un pericoloso non senso che si commenta da sé, davvero ridicolo…

  • papier soldier

    08 nov 2008 - 20:40 - #3
    1 punto
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    Forse caro/a c.p. non hai capito il mio commento. Sono d’accordo con te. Un direttore di festival deve selezionare quello che vuole e che ritiene opportuno. Se Moretti non ha visto film italiani interessanti da inserire nel concorso o nel fuori concorso, va bene così. Oltretutto ci sono, appunto, sezioni riservate al cinema italiano.
    Io sono solo stupito (per usare un gentile eufemismo) che un partito politico, tale Pdl di berlusconiana estrazione, metta bocca nel programma di un festival di cinema. Anche questa è una cosa ridicola, se non vergognosa.
    Ora mi hai capito?

  • Profilo di c. p.

    c. p.

    08 nov 2008 - 21:35 - #4
    0 punti
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    eri stato chiarissimo. perciò definivo la protesta PDL (in consiglio comunale a Torino è stata inoltratra da noti figuri di AN, quelli di tal Fini che oggi sogna la Bicamerale) “un pericoloso non senso che si commenta da sé”, in quanto tale, e del tutto ridicola a volerla raccogliere nello specifico delle sue argomentazioni. fai comunque bene a rincarare l’indignazione.

  • Profilo di rienn06

    rienn06

    13 nov 2008 - 21:56 - #5
    0 punti
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    Per chi parteciperà a Torino Film Festival 2008, Funweek mette a disposizione gratuitamente un’applicazione java con il programma completo di Torino Film Fest da sfogliare sul cellulare.

    http://www.funweek.it/Home/Torino-film-festival?m=79

    Sarà così possibile leggere gli appuntamenti della Festa del Cinema di Torino comodamente, senza sostenere alcun costo!
    Idea carina vi pare?

  • Profilo di c. p.

    c. p.

    19 nov 2008 - 11:32 - #6
    0 punti
    Up Down

    Aggiornamenti alla vigilia del festival: com’è tradizione sabauda Moretti ha presentato ieri la 26° edizione in consiglio comunale difendendo le scelte sue e dei selezionatori dalle accuse di An e Forza Italia per l’assenza di pellicole italiane in concorso: “la Repubblica” di oggi riporta in particolare le dichiarazioni polemiche di un consigliere di An, che per dimostrare di intendersi un po’ di cinema italiano ha lodato film come “La donna del lago”, aggiungendo che gli piace anche Tarantino. No comment.

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