Nella settimana tematica dedicata all’approfondimento sui sistemi politici il giovane professore Rainer Wenger avrebbe voluto tenere il corso sull’Anarchia, soffiatogli però da un collega. Rainer, come lo chiamano i suoi allievi, decide allora di tramutarsi in Heil Wenger e di proporre ai liceali che vorranno seguire il suo laboratorio un esperimento sui regimi autocratici che presto gli sfuggirà di mano, coinvolgendo i giovani di tutta la città…
Recensione
Ispirato a un’iniziativa realmente presa dal professor Ron Jones del liceo Cubberley di Palo Alto nel 1967, il film più chiacchierato dell’ultima stagione cinematografica tedesca approda in concorso al 26° Torino Film Festival e si intreccia con l’omonimo movimento studentesco che sta caratterizzando questo caldo autunno-inverno 2008 italiano. Ma si tratta di un’omonimia alquanto casuale. Anche rispetto al caso di cronaca cui la pellicola si ispira L’onda mantiene una certa distanza, avendo come intento principale quello di chiedersi se potrebbe ripetersi tra i ragazzi di oggi quanto accaduto quarant’anni fa, che a sua volta era una sorta di simulazione di quello che può portare al sorgere di un regime autoritario. Perciò la vicenda è trasposta nella Germania dei nostri giorni e la pellicola è in fondo un film a tesi, che gioca (un po’ come lo strambo Freischwimmer visto a Venezia 2007) col linguaggio e con i luoghi comuni del genere college movie elevandosi a stento al di sopra della media di tali prodotti per la forza del discorso politico che vuole proporre.
Quali sono le condizioni che favoriscono la nascita di una dittatura, chiede il prof ai suoi ragazzi? Il malcontento, la disuguaglianza sociale, la disoccupazione, l’inflazione, la crisi economica, certe forme di nazionalismo estremo, rispondono quelli; affermando al contempo che tutto questo oggi non c’è e comunque non basterebbe a portare al potere un nuovo Hitler. A parte il fatto che le condizioni ci sarebbero eccome, anche in Occidente, ma nel film non si vedono poiché i protagonisti sembrano uno più benestante dell’altro, la storia della pellicola è appunto la cronaca dell’incubazione di un virus antidemocratico in un piccolo gruppo di giovani studenti.
Al gruppo coeso di adepti dell’Onda, questo il nome scelto dalla classe per identificarsi al suo interno e agli occhi del mondo, si oppongono solo una sparuta minoranza di dissidenti (appena un paio di ragazze), che, a pensarci bene, anche il Terzo Reich era riuscito ad annichilire quasi del tutto, e qualche altra banda giovanile. Questi gruppi si identificano a livello musicale e sociale più che politico, le loro tecniche di guerriglia si basano su spray, adesivi e pagine di myspace, il loro saluto piacerebbe sicuramente a molti rapper d’oltreoceano. Il fascismo può essere molto divertente, se hai una squadra tutta tua con cui giocarci. E in questo caso c’è di mezzo pure lo sport, la pallanuoto, scelta che forse non è dispiaciuta al selezionatore principe del concorso torinese, Mr. Palombella rossa.
Se volete vedere un film sulla scuola di oggi va consigliato il più bello e solo apparentemente meno politico La classe, dove il professore/autore tenta di fare della sua aula un laboratorio di democrazia, con tutti i problemi che ne conseguono. L’onda è la nemesi dell’ultima Palma d’oro, racconta l’esperimento contrario, e i suoi ancora più grossi difetti collaterali. Peccato che la regia di Gansel non voli alto come il messaggio che in modo infine un po’ troppo prevedibile vuole comunicare.
Titolo originale: Die Welle
Regia : Dennis Gansel
Sceneggiatura : Dennis Gansel e Peter Thorwarth dal libro di Todd Strasser
Interpreti : Jurgen Vogel, Frederick Lau, Max Riemelt, Jennifer Ulrich.
Nazionalità e anno: Germania, 2008
Durata : 101’
Fotografia : Torsten Breuer
Montaggio : Ueli Christen
Musica : Heiko Maile
Scenografia: Knut Loewe
Costumi: Ivana Milos
Produzione : Rat Pack Filmproduktion GmbH
Distribuzione : BIM
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