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Film a episodi. In Milano Beach, i tre protagonisti preparano meticolosamente la partenza intelligente per le vacanze ma finiscono per passare l’estate dentro lo stadio di San Siro. In Autobus del peccato un prete di una parrocchia milanese, il suo cappellano e uno stralunato fedele trovano per caso una valigia piena di soldi e ne approfittano per realizzare i propri sogni. In Falsi prigionieri alcuni quadri “falsi d’autore” prendono vita e discutono tra loro. In Temperatura basale una coppia tenta faticosamente di avere il primo figlio. Fa da filo conduttore la storia di Tsu- Nam, asceta orientale cieco e manesco, e i suoi due allievi Pin e Puk.
Recensione
E’ natale, tempo di banalità. Permettetecene una: al cinema, come nella vita, l’attesa determina il giudizio e la soddisfazione. Non sappiamo con quale aspettativa il pubblico italiano si avvicini a Il cosmo sul comò, settimo lungometraggio in undici anni (se si considera anche Anplagghed al cinema), del trio Aldo, Giovanni e Giacomo. Ennesimo cinepanettone? Gioiello di una delle formazioni comiche più geniali degli ultimi anni? Forse conviene non aspettarsi troppo. I tre hanno goduto per anni, anche meritatamente, di un apprezzamento bi-partisan e aprioristico da parte del pubblico italiano, anche se da qualche tempo si ravvisano i segni evidenti di una certa ripetitività comica. Aldo, Giovanni e Giacomo sono ormai da anni prigionieri dei loro stessi personaggi e clichés. Non è quindi un caso che sia forse l’ultimo dei tre, da sempre il più “sotto le righe”, a convincere di più come attore. Il cosmo sul comò è un film leggerissimo, garbato e “milanesissimo”, dove infatti i romani sono ridotti a caricatura (vedi la poliziotta che ferma Giacomo), un po’ come i milanesi nei film prodotti a Roma.

Il primo episodio e il filo conduttore ascetico-orientale sono decisamente fiacchi. Il secondo e il quarto hanno poche invenzioni ma una discreta verve comica mentre l’unico un po’ sorprendente è Falsi d’autore, storia di alcuni quadri antropomorfi che dialogano fra loro.
Assolutamente niente di nuovo, ma se l’alternativa è La fidanzata di papà, scegliamo senza esitazione il film del trio, coraggioso (siamo al paradosso ma è così) nell’evitare la via della volgarità e nel puntare su una comicità artigianale e di gusto teatrale, supportata da una regia di Marcello Cesena di buon livello. Si sorride più di quanto non si rida, ma con l’aria che tira è grasso che cola.
Regia: Marcello Cesena
Interpreti: Aldo, Giovanni e Giacomo, Silvana Fallisi, Sara D’Amario, Sergio Bustric, Vittoria Cabello, Luciana Turrina, Cinzia Massironi, Isabella Ragonese.
Sceneggiatura: Aldo, Giovanni e Giacomo, Valerio Bariletti in collaborazione con Marcello Cesena
Fotografia: Agostino Castiglioni
Montaggio: Danilo Torchia
Scenografia: Paolo Monzeglio
Musica: Paolo Silvestri e Stefano Bollani
Produzione: Medusa, Agidi
Distribuzione: Medusa
Origine anno: Italia 2008
Durata: 100 min.
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