
L’analista del CIA Osborne Cox viene allontanato dall’agenzia per la quale lavora con l’accusa di avere problemi di alcol. L’uomo si arrabbia molto ma non si perde d’animo e decide di scrivere un libro di memorie nel quale rivelerà segreti scottanti. Il problema è che un suo cd, con dati riservati, finisce in maniera rocambolesca nelle mani di due gestori di una palestra: Chad e Linda. I due decidono di ricattare Cox, ma si tratta di persone decisamente sprovvedute.
Dietro il grottesco… una vita tragica
Nel corso degli anni lo stile visuale del cinema dei fratelli Coen si è fatto essenziale, preciso, quasi matematico. Ogni sequenza presenta un equilibrio formale altissimo. Ogni inquadratura è geometricamente perfetta, priva di orpelli, nitida. I movimenti di macchina sottolineano sempre un passaggio narrativo (e in qualche caso emotivo) della vicenda e non si configurano mai come elementi scollegati linguisticamente dal senso profondo del racconto.

Se è vero che un festival è (dovrebbe) essere ben altro che una sfilata di star su red carpet, la Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia di quest’anno non fa eccezione, anzi, con la retrospettiva Questi fantasmi: Cinema Italiano Ritrovato, a cura di Tatti Sanguineti e Sergio Toffetti, intende riproporre le grandi opere datate nell’arco di tempo compreso fra il 1945 e il 1975. E’ il caso di Un uomo ritorna (1946), diretto da quel Max Neufeld di Mille lire al mese, che vanta nel cast talenti di una cinematografia ‘passata’ solo a livello di convenzioni temporali, come Anna Magnani e Gino Cervi.
Un uomo ritorna , dopo la giornata di oggi che è stata interamente consacrata ai Coen e alle loro star di punta Clooney & Pitt (per cui il Lido è letteralmente impazzito, fotografi e stampa compresi), verrà intelligentemente proposto domani, in versione rigorosamente restaurata, da Ripley’s Film (che lo distribuità in dvd a partire da settembre) e Cineteca Nazionale, in collaborazione con Marzi Srl.