“Pensavamo fosse un incidente di percorso. Speravamo che si trattasse di un abbaglio estivo. Invece il ministro Bondi sembra realmente intenzionato a istituire una commissione ministeriale che valuti i progetti di film da un punto di vista specificamente etico o politico.
Ci sembra un precedente grave, che rischia di diventare uno strumento per impedire il racconto di momenti sensibili, scomodi o dolorosi della storia del nostro paese.
Noi crediamo che il cinema viva della libertà e della possibilità di esplorare le zone d’ombra della nostra storia, senza che nessuno venga preventivamente a decretare l’inaccessibilità di fatti e episodi che la riguardano.
Continua a leggere: Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera dei Centoautori al Ministro Bondi

“Egregio Signor Ministro Sandro Bondi,
Lei che è un politico sa bene come a volte si possano esprimere posizioni personali. Ci sono invece altre volte in cui queste posizioni sono condivise da una consistente maggioranza.
Nel caso specifico, le sue dimissioni richieste da Paolo Virzì avevano un sostegno unanime tra gli autori di cinema. Ed erano state richieste nella consapevolezza che l’abolizione della norma sul tax credit fosse un segnale profondamente negativo nei confronti del cinema italiano, da parte del Governo di cui Lei fa parte come Ministro per i Beni e le Attività Culturali.
Una presa di posizione “politica” che, forse, ha contribuito a far sì che la norma in questione venisse poi reintrodotta.
Le esprimiamo comunque la nostra soddisfazione per il reintegro dell’importante provvedimento, per noi solo il primo passo verso una nuova legge di sistema e una necessaria nuova visione del cinema italiano da parte della politica.
E’ in questa direzione che ci auguriamo una proficua e reciproca collaborazione.
I Centoautori”.