Tutti gli articoli con tag festival

Il Torino Film Festival ricomincia da Gianni Amelio

pubblicato da Claudio Panella in: festival news Torino Film Festival 2008

Gianni Amelio Torino Film Festival Dopo due sole settimane dalla conclusione del 26° Torino Film Festival, e dopo pochi giorni dall’annuncio della volontaria conclusione del mandato di Moretti, il regista Gianni Amelio è stato appena presentato quale nuovo Direttore del TFF da Sandro Casazza e Alberto Barbera, Presidente e Direttore del Museo Nazionale del Cinema, e dal Presidente dell’Associazione Cinemagiovani Lorenzo Ventavoli, sostenuti dai rappresentanti degli enti locali piemontesi, che hanno dato il loro benvenuto al regista.
I giorni scorsi erano stati segnati da un rincorrersi di nomi di possibili successori, tra cui quelli dei registi Calopresti, Ferrario, Placido, Giordana, Giuseppe Bertolucci. Ma Alberto Barbera ha confessato che la scelta di Amelio è stata la prima e l’unica di queste due settimane, ed era già stata lì lì per realizzarsi ai tempi del mandato a Nanni Moretti , se questi avesse rifiutato. Il nome del regista era subito parso a tutti tra i più interessanti per diverse ragioni. Innanzi tutto per i suoi ottimi rapporti con il Museo Nazionale del Cinema, per il quale Amelio ha curato i due montaggi cinematografici che vengono proiettati a ciclo continuo nell’aula del Tempio della Mole, e con il quale ha anche allestito l’anno scorso una Mostra sui Cineromanzi, antica passione del regista.

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Sottodiciotto Film Festival a Torino, 4-13 dicembre 2008

pubblicato da Claudio Panella in: festival anteprime

sottodiciotto Organizzato anche quest’anno dalla Aiace dalla Città di Torino (Divisione Servizi Educativi e ITER) il festival diretto da Sara Cortellazzo e Aldo Garbarini è giunto alla sua IX edizione e rilancia la sua formula in un programma ricchissimo di eventi, sempre più espanso oltre i confini del modulo dell’“evento annuale”. Grazie al lavoro di molti insegnanti e alla partecipazione di tantissimi studenti la manifestazione che porta il cinema nelle scuole e invita le scuole a fare cinema prevede quest’anno una serie di appuntamenti che si concentrano dal 20 novembre a metà dicembre anche al di là dei dieci giorni di proiezioni. Limitandoci a questi bisogna dar conto di oltre 400 film, tra quelli realizzati dai ragazzi (un centinaio) i quasi 70 lunghi previsti, tra i quali vi saranno ben dodici anteprime nazionali di pellicole in uscita nelle nostre sale e la retrospettiva dedicata all’ospite d’onore Michael Winterbottom, che presenterà il suo ultimo Genova (2008) con Colin Firth e Catherine Keener. Per cominciare da queste attese prime visioni ecco che il festival ha una sua pre-inaugurazione domani (mercoledì 3) sera con un doppio programma: Stella di Sylvie Verheyde (già visto a Venezia e con tra i protagonisti lo scomparso Guillaume Depardieu) e The Millionaire di Danny Boyle.

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Jean-Pierre Melville: dalla retrospettiva al volume

pubblicato da Claudio Panella in: cinema e libri festival registi Torino Film Festival 2008 Libri

melville castoro Dopo alcuni anni di accantonamento critico, in Italia ricordiamo solo un bell’omaggio organizzato quindici anni orsono dall’ormai scomparsa France Cinéma, il Torino Film festival 2008 ha dedicato una delle sue retrospettive al cinema di Jean-Pierre Melville. Il volume edito da Il Castoro per celebrare l’evento ha l’ambizione di essere un punto di riferimento per i giovani scopritori e per gli appassionati dei film del regista francese, che, pur contando fan anche illustri, sono per lo più di difficile reperibilità. Il libro stesso è testimonianza concreta dell’interesse che ancora suscitano le opere dell’autore, se non altro perché raccoglie accanto a saggi scritti da “specialisti” gli interventi di sette scrittori di noir nostrani, che la curatrice Emanuela Martini ha rivelato essere stati subito entusiasti della sua proposta di collaborazione, dimostrando di conoscere già le opere dell’autore. Melville ha infatti firmato nella sua carriera tredici film (pochi rispetto a molti colleghi), tra i quali si contano però una mezza dozzina di indimenticati noir che dimostrano una piena consapevolezza e una profonda riflessione sui meccanismi del genere, nonché su quelli dell’animo umano.

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Somers Town

pubblicato da Silvia Nugara in: festival prime visioni anteprime Torino Film Festival 2008 Prime

Somers Town Shane Meadows La storia di due sedicenni e della loro amicizia sullo sfondo della periferia londinese. Tomo fugge da Nottingham e non ha né soldi né casa mentre Marek si è trasferito dalla Polonia per seguire il padre operaio. I ragazzi trovano un po’ di conforto l’uno nell’altro e nell’ amore per la bella Maria.

Recensione:
A causa del ritardato arrivo della pellicola, Somers Town è l’ultimo film fuori concorso passato in extremis sugli schermi del Torino Film Festival. Bello e gonfio di malinconia questo nuovo lavoro di Shane Meadows in cui due ragazzi soli e con una vita non facile trovano un po’ di conforto nell’amicizia. Nel ruolo di Tomo ritroviamo Thomas Turgoose, l’ex-bambino che due anni fa fu protagonista di un altro bel film di Meadows, This is England. Un giorno Tomo prende un treno e arriva a Londra con qualche spicciolo in tasca, senza sapere dove dormirà e come potrà occupare il suo tempo. Fugge da Nottingham e tanto basta per convincerlo a trascinare il suo fagotto per le strade della capitale. Ben presto capisce la situazione pericolosa in cui si è cacciato ed è allora che per caso fa conoscenza con Marek. Quest’ultimo è un giovane polacco appena arrivato in Gran Bretagna con il padre che è operaio delle ferrovie.

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Tutti i premi del Torino Film Festival

pubblicato da Silvia Nugara in: festival news Torino Film Festival 2008 Eventi

Torino Film Festival La serata di premiazione del 26° Torino Film festival - cui è seguita la proiezione del film di chiusura The Edge of Love di John Maybury - ha confermato i rumors della vigilia. Il premio per Miglior film del Concorso Lungometraggi è andato al cileno Tony Manero, che ha vinto anche il Primo Premio della Giuria Firpresci, e, altrettanto meritatamente, il premio per il Miglior Attore, Alfredo Castro. Il Premio Speciale della Giuria è stato assegnato invece a Prince of Broadway dell’americano Sean Baker, che racconta le vicissitudini di un immigrato proveniente dal Ghana che cerca di sopravvivere clandestinamente nel centro di New York. Miglior attrice di quest’anno è Emmanuelle Devos, per il film Non-Dit del belga Fien Troch, mentre il premio per la miglior sceneggiatura, comprendente un invito presso la torinese scuola Holden, è del tedesco L’onda (Die Welle) .

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Panoramica da Torino: il mondo del lavoro tra inchiesta e finzione

pubblicato da Claudio Panella in: festival intersezioni documentari Torino Film Festival 2008 Eventi

classe operaia va in paradiso Sono almeno un paio di stagioni che la nostra cinematografia segue le trasformazioni del mondo del lavoro con un interesse a lungo decisamente sopito, risvegliatosi anche in ambito letterario col filone detto della “precarietà” e con una rinnovata attenzione al tema del lavoro che non c’è. Allo scorso Torino Film Festival avevano avuto la loro anteprima due film diversi e per ragioni differenti alquanto imperfetti come il documentario In Fabbrica di Francesca Comencini e il film di finzione Signorina Effe di Wilma Labate. All’ultimo festival di Venezia sono stati invece presentati con una certa solennità i due film sulla tragedia della Thyssen, verificatisi pochi giorni dopo la chiusura del festival 2007, e foriera di un vero grande movimento di indignazione mediatica e civile. E poi? E poi possiamo registrare che la città della Fiat sembra ancora attenta alle riflessioni sul mondo del lavoro contemporaneo, e anche se in questo 26° Torino Film Festival non vi sono sezioni ad hoc, il tema emerge carsicamente un po’ ovunque tra le retrospettive e le nuove proposte ed è stato celebrato in modo diretto con la proiezione speciale in copia restaurata de La classe operaia va in Paradiso di Elio Petri, protagonista il memorabile operaio Massa interpretato da Gianmaria Volonté.

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The Edge of Love

pubblicato da Silvia Nugara in: festival prime visioni anteprime Torino Film Festival 2008 Eventi

Quando nella Londra della Seconda Guerra Mondiale, il poeta Dylan Thomas rincontra per caso il suo amore di gioventù Vera Phillips, tra i due si risveglia l’antica passione. Ora però Thomas è sposato con Caitlin da cui ha avuto un figlio. Le due donne diventano molto amiche e sembrano rinunciare alla competizione soprattutto perché Vera si innamora e sposa il soldato William Killick. Quando però quest’ultimo riparte per la guerra Dylan, Caitlin e Vera si trasferiscono a vivere insieme nella campagna gallese. Al ritorno di William, il menage già difficile si rivela impossibile da sostenere.

Recensione
Ad ogni Festival la sua Keira e un po’ di Keira in ogni Festival: dopo l’anteprima di Duchess alla Festa del cinema di Roma, l’attrice inglese Keira Knightley è protagonista di The edge of love, film di chiusura del Festival di Torino. Ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, il film inizia nei sotterranei della metropolitana londinese trasformata per l’occasione in rifugio antiaereo. Nei panni di una bellissima cantante Knightley si esibisce insieme ad un’orchestra per distrarre la folla e per un attimo ci si sorprende di rivederla laddove l’avevamo lasciata alla fine di Espiazione. A cantare è proprio la stessa attrice, su alcune canzoni d’amore composte per l’occasione da Angelo Badalamenti. La macchina da presa fissa il suo viso di porcellana su cui si staglia un’ipnotica bocca dipinta di rosso fuoco.

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British Renaissance: dalla retrospettiva al volume

pubblicato da Claudio Panella in: cinema e libri festival Torino Film Festival 2008 Libri

British Renaissance, Martini, Torino, festivalBritish Renaissance. Gioventù, amore e rabbia nel cinema inglese degli anni Ottanta, curato da Emanuela Martini, è il volume monografico edito da Il Castoro in occasione dell’omonima retrospettiva che ha portato a Torino 35 film per la televisione e il cinema prodotti in Inghilterra tra gli anni ’70 e gli ’80. La curatrice della selezione e del volume ha rivelato però che i film papabili per la rassegna torinese erano circa un’ottantina, che si è dovuto sfrondare per qualità, reperibilità delle pellicole (non pochi i rimpianti da questo punto di vista) e secondo il criterio di non presentare al festival più di un’opera per autore. Regola mantenuta con le notevoli eccezioni di Stephen Frears , Neil Jordan e Terence Davies.
Il libro serve quindi anche a contestualizzare i singoli film e non è di certo riservato solo a coloro che hanno partecipato alle proiezioni del festival. Dai diversi saggi raccolti nella monografia emerge bene quel che la British Renaissance è stata e quello che non è stata affatto: innanzi tutto non si trattò di un vero movimento, come il Free Cinema o la Nouvelle Vague, e si iniziò a nominarla solo qualche anno dopo il suo esplodere, non senza una certa ironia. È comunque innegabile che fino a pochi anni prima il cinema inglese era davvero poco vivace, e lo fu ancora meno nel decennio successivo. Non a caso è piuttosto nota la facezia di Truffaut (proprio lui che adorava Hitchcock!) secondo cui “cinema inglese” sarebbe una “contraddizione in termini”.

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I lavori di Terence Davies a Torino

pubblicato da Silvia Nugara in: festival prime visioni registi anteprime Torino Film Festival 2008 Prime

Terence Davies Nel programma del Torino Film Festival 2008, un percorso trasversale tra due sezioni diverse permette di scoprire il lavoro del regista inglese Terence Davies. Attivo a partire dalla fine degli anni Settanta, Davies rientra con i suoi primi film Terence Davies Trilogy e Distant Voices, Still Lives in quella British Renaissance a cui la kermesse dedica quest’anno una ricca retrospettiva. L’ultimo Of time and the city è invece presentato nella sezione Fuori concorso.
Presentata come un unico lavoro nel 1983 al Festival di Edimburgo, la Trilogia è formata da Children (1976), Madonna and Child (1980, tesi di diploma alla National Film and Television School) e Death and Transfiguration (1983). Filmato interamente in un severo bianco e nero, il trittico racconta le tre fasi della vita di un alter-ego del regista dall’infanzia alla morte. I temi dominanti sono il rapporto con la dolcezza materna e con una religiosità punitiva che indirizza il senso ogni colpa dell’individuo verso la sessualità che finisce per svilupparsi in modo morboso e sofferto. La vita dell’uomo viene narrata come una lunga sequela di dolori: dalle vessazioni dei compagni di scuola, alla solitudine della vita adulta che culmina con la perdita dall’amata madre, fino alla vecchiaia passata nello squallore di un’ospizio.

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L'onda

pubblicato da Claudio Panella in: festival prime visioni anteprime Torino Film Festival 2008 Prime

Die Welle / Lâ��onda Nella settimana tematica dedicata all’approfondimento sui sistemi politici il giovane professore Rainer Wenger avrebbe voluto tenere il corso sull’Anarchia, soffiatogli però da un collega. Rainer, come lo chiamano i suoi allievi, decide allora di tramutarsi in Heil Wenger e di proporre ai liceali che vorranno seguire il suo laboratorio un esperimento sui regimi autocratici che presto gli sfuggirà di mano, coinvolgendo i giovani di tutta la città…

Recensione
Ispirato a un’iniziativa realmente presa dal professor Ron Jones del liceo Cubberley di Palo Alto nel 1967, il film più chiacchierato dell’ultima stagione cinematografica tedesca approda in concorso al 26° Torino Film Festival e si intreccia con l’omonimo movimento studentesco che sta caratterizzando questo caldo autunno-inverno 2008 italiano. Ma si tratta di un’omonimia alquanto casuale. Anche rispetto al caso di cronaca cui la pellicola si ispira L’onda mantiene una certa distanza, avendo come intento principale quello di chiedersi se potrebbe ripetersi tra i ragazzi di oggi quanto accaduto quarant’anni fa, che a sua volta era una sorta di simulazione di quello che può portare al sorgere di un regime autoritario. Perciò la vicenda è trasposta nella Germania dei nostri giorni e la pellicola è in fondo un film a tesi, che gioca (un po’ come lo strambo Freischwimmer visto a Venezia 2007) col linguaggio e con i luoghi comuni del genere college movie elevandosi a stento al di sopra della media di tali prodotti per la forza del discorso politico che vuole proporre.

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