In una Los Angeles sempre più disillusa, si aggira Hancock un supereroe invicibile dalle misteriosissime origini ma anche eternamente alcolizzato e che, nonostante combatta il crimine con ottimi risultati, è malvisto dall’opinione pubblica, dai mass media e dalle autorità per il suo modo di fare incurante di regole e buone maniere. L’incontro con un professionista della comunicazione (salvato da Hancock da morte certa) può essere l’occasione per ricostruire l’immagine pubblica dello strano supereroe ma un incredibile e stupefacente colpo di scena è dietro l’angolo…
Recensione
La tendenza della cinematografia americana più di “cassetta”, negli ultimi anni, ha portato a dilatare artificialmente pellicole che avevano ben poco da dire e raccontare, come se superare la soglia dei 120 minuti regalasse ad un’opera maggiore dignità e grandezza. Con Hancock, il regista (più noto come attore) Peter Berg ha compiuto un’operazione inversa ma ugualmente negativa. Il film infatti ha molti spunti di interesse ed affronta l’universo dei superpoteri in modo maturo ed originale così come in passato era riuscito solo a M. Night Shyamalan con il suo splendido Unbreakable.
Saranno i film "impegnati" - come Battle of Seattle o In the valley of Elah - affrontati recentemente da Charlize, sarà che il superlativo eroe del film è solo WIll Smith, ma in questo e negli altri spot televisivi di Hancock che stanno passando a ritmo battente sulle tv americane Charlize si vede appena, in alcuni casi non si vede affatto. Questo è comunque il trailer ufficiale del film:
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