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The Hurt Locker

pubblicato da Maurizio G. De Bonis in: festival prime visioni Venezia 65 - 2008 concorso

The Hurt Locker
Storia delle azioni sul campo di un’unità speciale dell’esercito americano, destinata al disinnesco delle bombe utilizzate per attentati terroristici in Iraq. La squadra in questione ne passerà di tutti i colori, rischiando ogni giorno di essere annientata. Un ragazzo del gruppo rimarrà ferito, ma gli altri continueranno il loro sporco e pericolosissimo lavoro.

Recensione
Sul press book di The Hurt Locker di Kathryn Bigelow sono riportate le seguenti testuali parole della regista. “La paura si è fatta cattiva fama ma io non credo che sia meritata. La paura è chiarificatrice. Ti obbliga a mettere davanti le cose importanti e tralasciare quelle insignificanti”.
Ebbene, se si collega tale dichiarazione all’argomento centrale del suo film, non possono che sorgere in noi delle perplessità. Si percepisce un certo cinismo, forse anche dell’ ambiguità. Se pensiamo al massacro che è stato fatto di esseri viventi in Iraq, sia americani che iracheni, negli ultimi anni questo discorsetto psicologico decisamente semplicistico fa venire i brividi.
D’altra parte non ci aspettavamo da Kathrin Bigelow un atteggiamento più profondo, visto che si tratta di una cineasta la cui poetica non è mai stata identificabile e il cui obiettivo professionale è di volta in vota quello di realizzare un film che sia ben costruito.
Sul fatto che Bigelow sappia girare non v’è alcun dubbio: tutti i suoi film sono altamente professionali. Sul fatto che abbia qualcosa da dire, invece sorge qualche dubbio. Non abbiamo colto il senso di The Hurt Locker, se non il seguente: ci sono in Iraq dei soldati americani un po’ matti, ma che hanno anche un po’ di umanità, mentre i locali sono solo pericolosissimi terroristi che riempiono cadaveri di bambini di esplosivo.

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Uragano Kathryn. Intervista a Jeremy Renner, Anthony Mackie e Brian Geraghty

pubblicato da Marco Spagnoli in: festival interviste attori Venezia 65 - 2008

Una scena di The Hurt Locker
“La forza di questo film sta soprattutto nella regista e nella sceneggiatura: nessuno di noi tre si è sforzato particolarmente di recitare. Ci siamo trovati in una situazione complessa tra sole, caldo e altre difficoltà e abbiamo fatto tutti quanti del nostro meglio. Ci siamo preparati molto dal punto di vista tecnico e la cosa più importante era stabilire tra noi un rapporto di grande fiducia.” Così l’attore Jeremy Renner racconta la sua esperienza in The Hurt Locker, film in concorso diretto da Kathryn Bigelow che si è abbattuto sul Lido con tutta la sua potenza visiva e la sua forza visionaria. Una pellicola dal solido impianto cinematografico che mette in scena il drammatico e terribile lavoro di una squadra di artificieri dell’esercito degli Stati Uniti nell’Iraq di oggi. “Mentre giravamo pensavamo a film come Full Metal Jacket, Vittime di Guerra e Apocalypse Now!, pellicole dove è il lavoro di squadra dei soldati al centro della macchina da presa.” Aggiunge Brian Geraghty.

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