“Pensavamo fosse un incidente di percorso. Speravamo che si trattasse di un abbaglio estivo. Invece il ministro Bondi sembra realmente intenzionato a istituire una commissione ministeriale che valuti i progetti di film da un punto di vista specificamente etico o politico.
Ci sembra un precedente grave, che rischia di diventare uno strumento per impedire il racconto di momenti sensibili, scomodi o dolorosi della storia del nostro paese.
Noi crediamo che il cinema viva della libertà e della possibilità di esplorare le zone d’ombra della nostra storia, senza che nessuno venga preventivamente a decretare l’inaccessibilità di fatti e episodi che la riguardano.
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