Come dovreste tutti sapere oggi è il compleanno di Monica, e in attesa della prossima vetrina romana del suo nuovo film le cantiamo tutti in coro i nostri migliori auguri!!! Non possiamo non notare però che anche nell’era di Internet e del fanatismo informatico una vera diva come Monica riesce a mescolare le carte della sua anagrafe, e lo fa proprio sfruttando le tante vie della rete: facendo una rapida ricerca on line la data di nascita della nostra oscilla tra il 30 settemebre 1964, il 1968 (Mymovies, il Trovacinema di Repubblica) o addirittura il 1969 (Movieplayer, il conterraneo portale Umbriaonline). Ci sono anche dei siti che nel corso della giornata di oggi hanno cambiato titoli e cifre citate nei loro articoli… e a quei certi siti che oggi hanno strombazzato i loro auguri per il 40° compleanno di Monica bisognerebbe proprio dire che la smettessero sentirsi dei giornalisti credibili e di atteggiarsi da fan, poichè sappiamo tutti che sono solo in cerca dei contatti di più internauti possibile… c’è da mettersi le mani nei capelli…
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Di festival in festival si rincorrono già le prime notizie su Roma: ad aprire il 22 ottobre la prossima Festa del Cinema sarà L’uomo che ama di Maria Sole Tognazzi, con Monica Bellucci, Pierfrancesco Favino, Ksenia Rappoport e Piera Degli Esposti. L’amore del festival romano per Monica, garanzia di glamour e copertura mediatica, travalica quindi tutti i confini politico-municipali. L’apertura è infatti una fotocopia di quella dello scorso anno, con Monica che inaugurava il tappeto rosso con il film Le deuxième souffle. Non resta che vedere se anche Monica, come Al Pacino e De Niro la scorsa settimana, dirà in faccia ad Alemanno quanto era bravo Veltroni…
Non potendo riproporre pure Sophia Loren gli organizzatori hanno deciso di attribuire il Marc’Aurelio d’oro alla carriera a Gina Lollobrigida “per la sua felice attività nel cinema da oltre sessant’anni”. Ancora Italia per la chiusura della kermesse, con L’ultimo Pulcinella, che Maurizio Scaparro ha tratto da un suo celebre testo teatrale ispirato a un’idea di Roberto Rossellini, protagonista Massimo Ranieri.
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Ha inaugurato il 19 luglio e si svolgerà fino al 24 agosto 2008 presso la National Gallery of Art di Washington DC una retrospettiva completa di tutti i lavori di Michelangelo Antonioni: lungometraggi, episodi di film, documentari. Alcune sere fa ho avuto il desiderio di rivedere in dvd La signora senza camelie, film di Antonioni del 1953. Era tempo che non analizzavo con la dovuta calma questo lavoro, caratterizzato certamente da qualche difetto nell’intreccio narrativo (come sostenuto da Citto Maselli negli extra del dvd) ma incredibilmente straordinario sotto l’aspetto visuale. Protagonista una sconvolgente Lucia Bosè. Sconvolgente per la sua grazia, la sua eleganza naturale, la sua bellezza limpida.
Le uscite una dietro l’altra e i non esaltanti incassi ottenuti da Sanguepazzo e Shoo’tem Up hanno dato il là a diverse riflessioni sulla statura d’attrice e sull’appeal ai botteghini della nostra Monica Bellucci, la cui unica vera pellicola di successo in Italia rimane il blockbuster Manuale d’amore 2. Il profilo più critico è probabilmente quello intitolato Monica Bellucci, cercasi disperatamente attrice dove Maurizio G. De Bonis conclude che “La verità su Monica Bellucci, dal punto di vista artistico ovviamente, è che l’attrice umbra è solo pura immagine. Niente di più.” Ma ci si è messo anche un sondaggio pubblicato da “Tv Sorrisi e Canzoni” alcune settimane fa, con il quale i redattori della rivista, certi di fare notizia, hanno chiesto in giro a critici e registi cosa pensassero della recitazione di Monica.
Abbiamo già affrontato la questione con Matt Damon: è possibile che il cinema internazionale possa costruire star della recitazione anche quando i soggetti prescelti non siano proprio dotati, per quel che riguarda questa sublime arte? L’equivoco di base è che conti una bella faccia e un corpo, sexy per le attrici e muscolato per gli attori, per poter affrontare la carriera di interprete cinematografico. La storia del cinema hollywoodiano ci ha insegnato che ciò è possibile, anzi che uno dei punti di forza della produzione statunitense sia proprio lo star system, cioè quel meccanismo di marketing che prevede l’elaborazione a tavolino di icone attoriali (con tanto di elementi biografici inventati e gossip pilotati) che rappresentino una sorta di marchio di fabbrica e che assicurino vendibilità al prodotto-film. A costruire le star sono gli agenti (in genere potentissimi) e le case di produzione. In Europa le cose funzione un po’ diversamente anche se lo star system alla francese ha finito per generare fenomeni non finti come quelli americani ma certamente poco convincenti sul piano artistico. Prendiamo il caso di Monica Bellucci.
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E’ ispirato alla storia vera di Luisa Ferida e Osvaldo Valenti, Sangue Pazzo di Marco Tullio Giordana presentato a Cannes come evento speciale fuori concorso. Un film di due ore e mezza che rispetto alla versione televisiva di tre ore si concentra sul turbinoso rapporto tra i due celebri interpreti dei cosiddetti “telefoni bianchi” giustiziati dai partigiani il 29 aprile 1945 per il loro ambiguo rapporto con la Repubblica di Salò e il regime fascista.
A fare rivivere sul grande schermo le due star del nostro cinema, Monica Bellucci e Luca Zingaretti, affiancati da un cast su cui svettano i nomi di Alessio Boni, Maurizio Donadoni, Mattia Sbragia, Giovanni Visentin e la partecipazione speciale di Sonia Bergamasco, Marco Paolini e Luigi Lo Cascio.
Cosa l’attraeva della storia di Luisa Ferida e Osvaldo Valenti?
Venticinque anni fa, più o meno, stavo guardando con mia madre La corona di ferro e lei si era quasi indignata nel vedere la Ferida e Valenti. Non ne capivo il perché e mi sono fatto raccontare la loro storia che lei mi ha ripetuto seguendo la ‘vulgata’ corrente, ovvero la loro adesione alla Repubblica Sociale e tutte le nefandezze attribuite loro attraverso la frequentazione di Villa Triste dove le SS torturarono e massacrarono centinaia di persone. Sono rimasto molto incuriosito da questo racconto e, molti anni dopo, ho voluto affrontare questa strana vicenda professionalmente dando vita ad una sceneggiatura che ne ripercorreva la carriera e le vicissitudini. Era una storia che oltre ad affrontare temi importanti come il ruolo dell’arte rispetto al potere e alla dittatura, il valore simbolico della giustizia, quanto la leggenda riesca ad oscurare la verità, si occupava soprattutto del cinema che è il mio più grande amore al mondo. Ho deciso di andare al fondo di questa storia prima con Enzo Ungari e poi con Leone Colonna che, purtroppo, non ci sono più e non sono qui a godersi il come sia stato possibile riportare alla luce una storia altrimenti dimenticata. Il titolo, Sangue pazzo, è ispirato da un modo di dire siciliano, appreso ai tempi in cui giravo I cento passi. Indica uno spirito indisciplinato, eccentrico, incontrollabile. Una testa calda, un elemento pericoloso.

Allora, tra Radio2 ed altri incontri con giornalisti, Monica ne ha dichiarate di ogni sul suo film di prossima uscita: "Credo che Shoot’em Up possa essere considerato il Dobermann americano", ha dichiarato aggiungendo poi alcuni particolari sul doppiaggio italiano che anch’io come voi non ho visto, ma che vi avevo gi&a anticipato qui doveva essere delicato: "In certe occasioni, come in questo caso, ‘rifaccio’ lo stesso film tre volte - dice l’attrice - prima lo recito in inglese, poi mi doppio in francese e in italiano. Stavolta, poi, visto che in alcune scene del film quando mi arrabbiavo dovevo parlare in italiano, in fase di doppiaggio è stato deciso che dovessi rendere quei momenti in napoletano (!!) così da rendere funzionale le gag con Clive Owen che non mi capiva". Meno male che l’ho visto in lingua originale!
cineguido
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Ecco un altro gustoso video del fumettistico Shoot’em up dove a Monica viene richiesta un’intensa performance fisica: non vi basta? L’11 aprile correte al cinema!
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Mentre Monica continua a girare in Piemonte, ecco in anteprima un frammento del suo film di prossima uscita di cui tanto vi ho già parlato: Shoot’em Up !!
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Su "la Repubblica" di oggi si trovano delle brevi dichiarazioni della regista e del cast del film che si gira a Torino, e Monica sa bene come interessare il pubblico al film: "Certo che il cinema è strano" - ha dichiarato - "Ho incontrato Pierfrancesco per la prima volta due giorni fa e subito mi sono ritrovata nel letto con lui in una sequenza di intensa sessualità. Per fortuna è simpatico e mi piace, abbiamo trovato subito una sintonia". Inoltre Monica ha aggiunto: "A parte Ricordati di me, il cinema in genere mi usa come la donna che fa sognare, seduttiva e distante, un po’ fuori dal comune. Alba invece è una donna soddisfatta del suo lavoro - allestisce mostre d’arte - ma alle prese con i problemi del quotidiano come tutte le donne del mondo. Secondo me nel film rappresento la ‘donna-casa’". L’articolo prosegue qui…
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